<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Hypertension.it &#124; Tutto sull&#039;ipertensione e le malattie cardiovascolari</title>
	<atom:link href="http://hypertension.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://hypertension.it</link>
	<description>L&#039;ipertensione è un problema sanitario e sociale molto rilevante. Se trascurata può diventare una grave minaccia per la salute</description>
	<lastBuildDate>Fri, 14 Jun 2013 09:29:35 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
		<item>
		<title>ESH 2013: si alzano i sipari…</title>
		<link>http://hypertension.it/2013/06/esh-2013-si-alzano-i-sipari/</link>
		<comments>http://hypertension.it/2013/06/esh-2013-si-alzano-i-sipari/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 14 Jun 2013 09:28:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altri Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Dai congressi e dalle riviste]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ESH 2013]]></category>
		<category><![CDATA[linee guida ESH/ESC]]></category>
		<category><![CDATA[linee guida ipertensione]]></category>
		<category><![CDATA[Società europea dell’ipertensione arteriosa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://hypertension.it/?p=2837</guid>
		<description><![CDATA[Oggi a Milano si apre il 23esimo meeting della Società europea dell&#8217;ipertensione, considerato il più grande evento sull’ipertensione arteriosa nel mondo. Dal 14 al 17 giugno i cardiologi proveniente da tutti i paesi europei e non solo si confronteranno su quanto c’è di nuovo nella ricerca sulla ipertensione arteriosa e sulla protezione della malattia cardiovascolare. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi a Milano si apre il <a href="http://www.esh2013.org" target="_blank">23esimo meeting della Società europea dell&#8217;ipertensione</a>, considerato il più grande evento sull’ipertensione arteriosa nel mondo. Dal 14 al 17 giugno i cardiologi proveniente da tutti i paesi europei e non solo si confronteranno su quanto c’è di nuovo nella ricerca sulla ipertensione arteriosa e sulla protezione della malattia cardiovascolare.</p>
<p>“Abbiamo ricevuto circa due mila abstract che vanno dalla ricerca di base alla genetica, fino gli aspetti clinici dell’ipertensione”, spiega <strong>Giuseppe Mancia</strong>, chairman del Meeting anticipando che il tema più importante e atteso di questa edizione del congresso sarà la presentazione delle nuove linee guida europee per la gestione della ipertensione arteriosa. Frutto della collaborazione della Società europea dell’ipertensione arteriosa e della Società europea di cardiologia, le nuove linee guida ridefiniranno l’approccio alla diagnosi e al trattamento dell’ipertensione. Tra le novità introdotte a distanza di 10 anni dalla prima edizione:</p>
<ul>
<li>la definizione di ipertensione che influenzerà significativamente la diagnosi della malattia,</li>
<li>l’aggiornamento delle raccomandazioni di come trattare l’ipertensione, in particolare sulla selezione del farmaci,</li>
<li>la richiesta ai medici di essere più pro-attivi nell’iniziare il trattamento e ai pazienti di essere più consapevoli del problema endemico della pressione arteriosa alta.</li>
</ul>
<p>Altri temi delle tre giornate congressuali tratteranno la compliance alla terapia antipertensiva, l’ipertensione resistente, la stratificazione del rischio con il sequenziamento di prossima generazione per selezionare il farmaco migliore o la migliore combinazione farmacologica.</p>
<div style="background: #ebebeb; padding: 5px;"><center><br />
<iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/UGBN_PojYz0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
Fonte: <a href="http://www.esh2013.org" target="_blank">www.esh2013.org</a></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://hypertension.it/2013/06/esh-2013-si-alzano-i-sipari/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Come stanno gli italiani?</title>
		<link>http://hypertension.it/2013/06/come-stanno-gli-italiani/</link>
		<comments>http://hypertension.it/2013/06/come-stanno-gli-italiani/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 Jun 2013 14:39:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dai congressi e dalle riviste]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Slider]]></category>
		<category><![CDATA[epidemiologia]]></category>
		<category><![CDATA[Health Examination Survey]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione cardiovascolare]]></category>
		<category><![CDATA[rischio cardiovascolare]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://hypertension.it/?p=2804</guid>
		<description><![CDATA[Un italiano su due è iperteso, uno su quattro è obeso, uno su tre ha la glicemia alta ma non sa di averla. Un italiano su cinque è fumatore. Lo dicono i dati epidemiologici della seconda indagine dell’Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare/Health Examination Survey presentati al 44° Congresso ANMCO. Condotto dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) con la [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Un italiano su due è iperteso, uno su quattro è obeso, uno su tre ha la glicemia alta ma non sa di averla. Un italiano su cinque è fumatore. Lo dicono i dati epidemiologici della seconda indagine dell’<strong>Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare/Health Examination Survey</strong> presentati al <strong>44° Congresso ANMCO</strong>. Condotto dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) con la collaborazione dell’Associazione Nazionale di Medici Cardiologi Ospedalieri, questo Osservatorio sulla stato di salute della popolazione italiana ha voluto fotografare la distribuzione dei fattori di rischio cardiovascolare, la prevalenza delle condizioni a rischio e delle malattie cardiovascolari in tutto il Paese e regionalmente.</p>
<div style="background: #ebebeb; padding: 5px;"><center><iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/CrcjfdtjFr8" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></center></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>La condizione dei fattori di rischio è migliorata negli ultimi dieci anni ma c’è ancora molto lavoro da fare in una ottica di prevenzione cardiovascolare e di controllo della pressione arteriosa. Il 70% degli ipertesi non è adeguatamente trattato o non è trattato per niente.</p>
<p>“Questi dati ci fanno capire che se vogliamo migliorare le condizioni della popolazione italiana dobbiamo cominciare a pensare che certi fattori non possono essere trattati solo individualmente ma serve una strategia di popolazione”, commenta <strong>Simona Giampaoli</strong>, del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute, ISS. La prevenzione deve essere rivolta a mantenere nel tempo in tutte le fasce della popolazione un rischio cardiovascolare basso. Un concetto nuovo da assimilare e da attualizzare che richiede delle azioni mirate di educazione, sensibilizzazione e responsabilizzazione della collettività e del singolo individuo a mantenere stili di vita salutari. “La salute è un bene prezioso, la cosa importante è mantenerla nel corso del tempo: dobbiamo migliorare il livello di educazione sugli stili di vita e diffondere queste informazioni”.</p>
<p>L’Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare/Health Examination Survey esamina i campioni rappresentativi della popolazione generale in tutte le Regioni per valutare la distribuzione dei fattori di rischio e delle condizioni a rischio nella popolazione adulta italiana. Alla prima indagine (1998-2002, 9712 uomini e donne di età 35-74 anni esaminati) ne ha fatto seguito un’altra, dal 2008 al 2012, che ha coinvolto 9107 uomini e donne di età 35-79 anni.</p>
<p>I dati dell’ultima indagine mostrano che nella fascia di età 35-79 anni la pressione sistolica (Pas) media è 134 mmHg negli uomini e 129 mmHg nelle donne. Complessivamente più del 50% degli uomini e più del 40% delle donne sono ipertesi. Confrontando i dati delle due indagini dell’Osservatorio si osserva che nell’ultimo decennio la proporzione di persone incluse nella categoria normale e pre-ipertensione (Pas ≤140 mmHg e Pad ≤90 mmHg e senza trattamento antiipertensivo) aumenta nelle donne (53% nel 1998 e 59 % nel 2008) mentre non si registrano variazioni significative negli uomini (45% in entrambe le rilevazioni). Una variazione rilevante si osserva per il trattamento: in entrambi i sessi raddoppiano le prevalenze dei soggetti trattati in modo adeguato (dal 4% all’11% negli uomini e dal 6% all’11% nelle donne) e diminuisce la proporzione di persone ipertese non trattate. Questi risultati sembrano dimostrare un miglior controllo della pressione arteriosa nella popolazione anche attraverso il trattamento. Ma molto rimane ancora da fare, come si evince dalle percentuali di uomini e donne ipertesi ma non adeguatamente trattati che sostanzialmente non si sono modificate negli ultimi 10 anni.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://hypertension.it/2013/06/come-stanno-gli-italiani/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Rendere facili le scelte salutari</title>
		<link>http://hypertension.it/2013/06/rendere-facili-le-scelte-salutari/</link>
		<comments>http://hypertension.it/2013/06/rendere-facili-le-scelte-salutari/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 Jun 2013 08:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dai congressi e dalle riviste]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Slider]]></category>
		<category><![CDATA[malattie cardiovascolari; popolazione; prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[salute pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[strategie strutturali]]></category>
		<category><![CDATA[tutela della salute]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://hypertension.it/?p=2810</guid>
		<description><![CDATA[I cambiamenti nella società e le influenze commerciali hanno portato ad un ambiente umano non salutare, dove le scelte automatiche dello stile di vita aumentano di fatto il rischio cardiovascolare. La sfida per le autorità centrali e locali sta nell&#8217;assicurare scelte di default più salutari. Sul Giornale Italiano di Cardiologia un interessante position paper sintetizza [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>I cambiamenti nella società e le influenze commerciali hanno portato ad un ambiente umano non salutare, dove le scelte automatiche dello stile di vita aumentano di fatto il rischio cardiovascolare. La sfida per le autorità centrali e locali sta nell&#8217;assicurare scelte di default più salutari. Sul <strong><a href="http://www.giornaledicardiologia.it/index.php?archivio=yes&#038;vol_id=1264" target="_blank"><em>Giornale Italiano di Cardiologia</em></a></strong> un interessante <em>position paper</em> sintetizza le evidenze ad oggi disponibili in merito agli effetti dei cambiamenti a livello di popolazione sui fattori di rischio cardiovascolare e raccomanda una serie di azioni strutturali per la salute, utili a decisori politici e non solo, per una efficacia prevenzione cardiovascolare di popolazione.</p>
<p>Come è ormai noto le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di mortalità in Europa, con oltre 4,3 milioni di morti nel 2005 (una morte ogni due). Oltre il 40% di queste morti sono premature in quanto avvengono prima dei 75 anni (1,8 milioni di morti). Molte di queste morti sarebbero evitabili intervenendo sui fattori di rischio cardiovascolare modificabili. Diventa quindi prioritario incentivare delle strategie di prevenzione che siano indirizzate non solo al singolo individuo ma anche e ancor di più all&#8217;intera popolazione. Gli autori del position paper ci ricordano il principio ancora oggi attuale  di <strong>Geoffrey Rose</strong> secondo cui è possibile ottenere grandi benefici in termini di salute pubblica qualora gli sforzi dedicati alla prevenzione si concentrino sulla totalità della popolazione piuttosto che prevalentemente sugli individui ad alto rischio.  Una considerazione fondamentale è l’intervento per promuovere e mantenere il basso rischio cardiovascolare o profilo di rischio favorevole sin dall’infanzia nell’intera popolazione (<a title="Come stanno gli italiani?" href="http://hypertension.it/2013/06/come-stanno-gli-italiani/" target="_blank">vedi l&#8217;intervista a Simona Giampaoli</a>).</p>
<p>Gli autori del <em>position paper</em> hanno quindi voluto esaminare e sintetizzare le evidenze disponibili relative ai più importanti fattori di rischio cardiovascolare modificabili: alimentazione, sedentarietà, abitudine al fumo e consumo alcolico. Per ciascuno fattore di rischio hanno presentato le politiche di promozione della salute e strategie gestionali più appropriate che potrebbero e dovrebbero essere tese a livello di popolazione per raggiungere una riduzione significativa delle  malattie cardiovascolari.  Le strategie di popolazione si focalizzano sia su misure di natura fiscale quali la tassazione e sussidi, sia su politiche internazionali, nazionali e regionali, come ad esempio le politiche antifumo, le regole del marketing e per produzione degli alimenti, nonché su variabili ambientali.</p>
<p>In sintesi, per quanto concerne la alimentazione che è un’area complessa vengono contemplate diverse strategie che possono rivelarsi efficaci nell&#8217;aumentare  il consumo di frutta e verdura e nel ridurre quello di sale, grassi saturi e trans, e zuccheri. Per combattere invece la sedentarietà attraverso dei cambiamenti nelle politiche nazionali e nell&#8217;ambiente edificato è possibile  integrare l’attività fisica nella vita quotidiana. L&#8217;uso di tabacco ed alcool può essere regolamentato principalmente attraverso misure fiscali e politiche nazionali ma, spiegano gli autori, anche le risorse locali giocano un ruolo importante.</p>
<h2>Il position paper</h2>
<p>Jørgensen T, Capewell S, Prescott E, et al. <a href="http://hypertension.it/wp-content/uploads/2013/06/g-ital-cardiol-Jorgensen-2013.pdf" target="_blank">Cambiamenti a livello di popolazione per promuovere la salute cardiovascolare</a>. G Ital Cardiol 2013; 14: 393-403 (PDF: 723 Kb)</p>
<h3>Fonte</h3>
<p><a href="http://www.giornaledicardiologia.it/" target="_blank">www.giornaledicardiologia.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://hypertension.it/2013/06/rendere-facili-le-scelte-salutari/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Quei disturbi respiratori del sonno&#8230;</title>
		<link>http://hypertension.it/2013/06/quei-disturbi-respiratori-del-sonno/</link>
		<comments>http://hypertension.it/2013/06/quei-disturbi-respiratori-del-sonno/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2013 15:58:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altri Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Dai congressi e dalle riviste]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[apnee ostruttive del sonno]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi respirtatori del sonno]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione cardiovascolare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://hypertension.it/?p=2772</guid>
		<description><![CDATA[Il corso ECM “I disturbi respiratori nel sonno e patologie cardiovascolari: nuove evidenze scientifiche” arriva anche a Milano. Due giornate di lavoro il 18 e il 19 giugno, all&#8217;Ospedale S. Raffaele Turro, dedicate a come fare una corretta diagnosi delle apnee ostruttive del sonno e a come trattarle precocemente per un&#8217;efficace prevenzione delle malattie cardio [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-2731" alt="corso-apnee-roma" src="http://hypertension.it/wp-content/uploads/2013/06/corso-apnee-milano1.jpg" width="200" height="215" />Il corso ECM “<strong><a href="http://www.dairespiroaltuocuore.it/corsi_formazione.html?utm_campaign=sonno_e_salute_27_maggio_19_giugno&amp;utm_source=giornaledicardiologia&amp;utm_medium=newsletter" target="_blank">I disturbi respiratori nel sonno e patologie cardiovascolari: nuove evidenze scientifiche</a></strong>” arriva anche a Milano. Due giornate di lavoro il 18 e il 19 giugno, all&#8217;Ospedale S. Raffaele Turro, dedicate a come fare una corretta diagnosi delle apnee ostruttive del sonno e a come trattarle precocemente per un&#8217;efficace prevenzione delle malattie cardio e cerebrovascolari.</p>
<p><strong>I disturbi respiratori del sonno sono ufficialmente riconosciuti come un fattore di rischio non trascurabile</strong> per patologie quali ipertensione arteriosa, fibrillazione atriale, cardiopatia ischemica, scompenso cardiaco e ictus, ma rappresentano ancora un’epidemia sommersa.</p>
<p>Tali condizioni si possono studiare in maniera obiettiva e trattare adeguatamente, il che può modificare significativamente la prognosi. Il loro mancato riconoscimento, invece, può incidere sulla mortalità e sulle disabilità che le patologie cardiovascolari causano. Nonostante queste chiare evidenze è ancora poco diffusa, la consuetudine di fare domande sul sonno, così come, in ambito clinico, non lo è sempre quella di<strong> trattare i disturbi respiratori sonno correlati</strong>.</p>
<p>Si stima che circa il 20% dei nuovi pazienti che ogni giorno entrano nell’ambulatorio del medico di famiglia e il 50 % dei pazienti cronici che soffrono già di disturbi cardiovascolari sono affetti da sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS). Queste persone, nonostante il ricorso a farmaci specifici, hanno uno scarso controllo della patologia di base e, conseguentemente, presentano una prognosi peggiore.</p>
<p><strong>Circa 1.800.000 italiani soffrono di OSAS in forma conclamata e almeno altrettanti in forma asintomatica</strong>.</p>
<p>Il corso ECM che si terrà a Roma &#8211; commenta <strong>Gioacchino Francesco Mennuni</strong>, responsabile scientifico dell&#8217;evento formativo &#8211; si prefigge di ricostruire il percorso diagnosticoterapeutico in modo deduttivo, partendo dall’inizio, vale a dire dal riconoscimento dei segni indiretti che possono configurare il sospetto della presenza di un disturbo respiratorio nel sonno. La discussione su casi clinici e tracciati che provengono dalla pratica quotidiana, attraverso il processo di uno scambio interattivo, consentirà di risalire alle evidenze della letteratura e alle linee guida diagnostiche e terapeutiche.</p>
<p><a href="http://www.dairespiroaltuocuore.it/pdf/Programma_corso_18_19_Giugno_2013_Milano.pdf" target="_blank">Programma corso OSAS Milano </a>(PDF: 390 Kb)<br />
<a href="http://www.dairespiroaltuocuore.it/pdf/Scheda_iscrizione_corso_18_19_Giugno_2013_Milano.pdf" target="_blank">La scheda di iscrizione</a> (PDF: 1,30 Mb)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://hypertension.it/2013/06/quei-disturbi-respiratori-del-sonno/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Conflitto di interessi&#8230; ancora</title>
		<link>http://hypertension.it/2013/06/conflitto-di-interessi-ancora/</link>
		<comments>http://hypertension.it/2013/06/conflitto-di-interessi-ancora/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2013 11:08:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dai congressi e dalle riviste]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Slider]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto di interessi]]></category>
		<category><![CDATA[open data]]></category>
		<category><![CDATA[trasparenza]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://hypertension.it/?p=2788</guid>
		<description><![CDATA[Un problema ineliminabile che deve essere contenuto. La disclosure è solo un palliativo che potremmo abbandonare. La massima trasparenza dei dati e dei processi decisionali potrebbero facilitare il controllo del conflitto di interessi. Ma quello che serve è l’onestà delle persone e la consapevolezza che molti dati della ricerca sono condizionati da interessi di natura [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Un problema ineliminabile che deve essere contenuto. La <em>disclosure</em> è solo un palliativo che potremmo abbandonare. La massima trasparenza dei dati e dei processi decisionali potrebbero facilitare il controllo del conflitto di interessi. Ma quello che serve è l’onestà delle persone e la consapevolezza che molti dati della ricerca sono condizionati da interessi di natura economica, commenta <strong>Marco Bobbio</strong>, cardiologo dell&#8217;AO S. Croce e Carle di Cuneo, in un&#8217;intervista video rilasciata al 44° Congresso ANMCO.</p>
<div style="background: #ebebeb; padding: 5px;">
&nbsp;<br />
<center><iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/IeQTg1E7gvg" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></center>&nbsp;
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Articoli correlati</strong><br />
<a href="http://hypertension.it/2013/05/tra-lo-scrivere-e-il-pubblicare-ce-di-mezzo/">Tra lo scrivere e il pubblicare c&#8217;è di mezzo… </a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://hypertension.it/2013/06/conflitto-di-interessi-ancora/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il paradosso del sale</title>
		<link>http://hypertension.it/2013/05/il-paradosso-del-sale/</link>
		<comments>http://hypertension.it/2013/05/il-paradosso-del-sale/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 28 May 2013 10:12:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altri Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Dai congressi e dalle riviste]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Slider]]></category>
		<category><![CDATA[assunzione di sale e pressione arteriosa]]></category>
		<category><![CDATA[consumo di sale]]></category>
		<category><![CDATA[ipertensione arteriosa]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione cardiovascolare]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://hypertension.it/?p=2697</guid>
		<description><![CDATA[Il quanto basta delle ricette di cucina non va bene in prevenzione cardiovascolare. La quantità di sale deve essere misurata perché il troppo stroppia: aumenta la pressione arteriosa e tutte le sue complicanze cardiovascolari associate. Non a caso l’OMS raccomanda di non superare i 5 grammi di sale da cucina al giorno che corrispondono a [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il quanto basta delle ricette di cucina non va bene in prevenzione cardiovascolare. La quantità di sale deve essere misurata perché il troppo stroppia: aumenta la pressione arteriosa e tutte le sue complicanze cardiovascolari associate. Non a caso l’OMS raccomanda di non superare i 5 grammi di sale da cucina al giorno che corrispondono a circa 2 grammi di sodio. Si stima che diminuendo il consumo di sodio a meno di 2 grammi si può ridurre la pressione sistolica fino a 8 millimetri di mercurio e la diastolica fino a 4, che a sua volta di traduce alla lunga in una riduzione di infarti del miocardio e di ictus.</p>
<p>Mentre prendono piede le politiche sanitarie per ridurre il consumo di sale (in Italia è tra gli obiettivi del programma nazionale <a title="Link esterno su nuova finestra" href="http://www.guadagnaresalute.it/site/">Guadagnare salute</a>), continua la querelle scientifica sulla corretta quantità di sale da assumere con la dieta. </p>
<div style="background: #ebebeb; padding: 5px;">
<em>Gli italiani quanto sale consumano? A conti fatti, il sale è un amico o un nemico della salute?<br />
Risponde <strong>Luigi Palmieri </strong>dell’Osservatorio epidemiologico cardiovascolare dell’Istituto Superiore di Sanità.</em></p>
<p><center><iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/5SZgIxDhTxU" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></center>&nbsp;
</div>
<p>&nbsp;<br />
Nel 2011 una revisione della Cochrane concludeva che l’apporto di sale non aumenta ma nemmeno riduce il rischio di malattie cardiovascolari: una conclusione che sollevava dei dubbi sulle evidenze di importanti studi epidemiologici quali Intersalt e Intermap condotti su oltre 10 mila uomini e donne di 32 Paesi diversi che avevano messo in evidenza la stretta relazione esistente tra l’assunzione di sodio e la pressione arteriosa sistolica, nonché la prevalenza dell’ipertensione arteriosa nella popolazione.</p>
<p><a href="http://www.lancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736%2813%2961104-6/fulltext" target="_blank">L’editoriale del <i>Lancet</i> </a>di questa settimana riporta che a maggio l’Institute of Medicine of the National Academies USA ha pubblicato un rapporto di oltre 100 pagine secondo cui ridurre eccessivamente l’apporto di sale potrebbe non fare bene. La revisione di 39 trial clinici conclude che un consumo giornaliero inferiore di 2300 mg al giorni potrebbe perfino aumentare alcuni fattori di rischio cardiovascolare (lipidemia e insulina resistenza) e potenzialmente innescare problemi cardiaci. Inoltre, nessuna evidenza suggerisce un beneficio associato a un consumo di sale ultra basso inferiore a 1500 mg / die.</p>
<p>Tuttavia data l’alta eterogeneità degli studi e il fatto che gli effetti della riduzione dell’apporto di sale sugli esiti di salute non sono sempre distinguibili dagli altri cambiamenti del regime alimentare &#8211; precisa lo stesso Rapporto dell’Institute of Medicine – è difficile arrivare a delle conclusioni certe. Servono altri studi per colmare questa lacuna di dati, in particolare per quanto riguarda gli effetti di un consumo giornaliero di sale di 1500-2300 mg in gruppi differenti della popolazione.</p>
<p>Come conclude il <i>Lancet </i>bisogna essere cauti nell’interpretare il rapporto dell’Institute of Medicine che non suggerisce di usare liberamente il sale senza misura. La conclusione da trarre è che accanto ai governi che definiscono obiettivi per ridurre l’assunzione di sale e alle industrie alimentari che lavorano per rimuoverlo dai loro prodotti è prioritario disegnare studi ampi <i>ad hoc</i> per comprendere a fondo i rischi e i benefici legati al consumo di sale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://hypertension.it/2013/05/il-paradosso-del-sale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L’arte del risparmio in Cardiologia</title>
		<link>http://hypertension.it/2013/05/larte-del-risparmio-in-cardiologia/</link>
		<comments>http://hypertension.it/2013/05/larte-del-risparmio-in-cardiologia/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 28 May 2013 07:42:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altri Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Dai congressi e dalle riviste]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Slider]]></category>
		<category><![CDATA[appropriatezza prescrittiva]]></category>
		<category><![CDATA[costo efficacia]]></category>
		<category><![CDATA[farmacoeconomia]]></category>
		<category><![CDATA[scelte prescrittive]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://hypertension.it/?p=2711</guid>
		<description><![CDATA[La farmacoeconomia rappresenta ancora un concetto astratto per una buona parte di medici che, nell’ottica di offrire ai pazienti le migliori terapie disponibili, considerano ogni sorta di limite economico come una delegittimazione del diritto alla salute del cittadino. Una tanto nobile ideologia è tuttavia destinata a scontrarsi con la natura “finita” delle risorse che impone [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giornaledicardiologia.it"><img src="http://hypertension.it/wp-content/uploads/2013/05/cover-gic-giu13-150.jpg" alt="cover-gic-giu13-150" width="150" height="206" class="alignright size-full wp-image-2737" /></a>La farmacoeconomia rappresenta ancora un concetto astratto per una buona parte di medici che, nell’ottica di offrire ai pazienti le migliori terapie disponibili, considerano ogni sorta di limite economico come una delegittimazione del diritto alla salute del cittadino. Una tanto nobile ideologia è tuttavia destinata a scontrarsi con la natura “finita” delle risorse che impone al medico di pesare la compatibilità economica delle sue scelte. </p>
<p>Sul <em>Giornale Italiano di Cardiologia</em> <strong>Fulvio Camerini</strong> e <strong>Stefano Palcic</strong> offrono un’interessante riflessione sul costo della terapia antipertensiva, prendendo spunto da un importante Documento di Indirizzo della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa dedicato alle strategie per migliorare il controllo della pressione arteriosa in Italia.</p>
<p>Se consideriamo che nel nostro Paese più di un terzo della popolazione è iperteso, è facile immaginare quali siano le dimensioni del problema; la scelta di un diuretico piuttosto che di un ACE-inibitore o di un calcioantagonista in un iperteso lieve può avere importanti risvolti economici. Purtroppo, neppure gli studi clinici ci aiutano a sviluppare una maggiori capacità di analisi farmacoeconomica: da una revisione di alcuni dei più importanti trial clinici condotti negli ultimi anni, è emerso che i costi dei farmaci testati erano riferiti solamente nel 5% degli studi e non erano in alcun modo menzionati nel 72% degli stessi. </p>
<p><a href="http://www.giornaledicardiologia.it/articoli.php?archivio=yes&#038;vol_id=1280&#038;id=14154" target="_blank">L’editoriale del <em>Giornale Italiano di Cardiologia </em></a> è evidentemente di grande attualità: in tempi di crisi economica l’atto prescrittivo, anche in un iperteso di I grado, deve essere accompagnato da un’attenta valutazione della compatibilità economica della scelta. “Il medico è tenuto a ricercare il massimo beneficio con il minimo rischio per il paziente, avendo presente anche la compatibilità economica delle sue scelte e non dimenticando che scelte non oculate o irrazionali sottraggono risorse laddove sono necessarie. Si riafferma così il dovere di contribuire alla realizzazione di un sistema sanitario equo per tutti i cittadini”, concludono Camerini e Palcic. “In un momento storico nel quale le autorità amministrative e politiche elaborano a livello regionale protocolli, che alcuni possono considerare limitativi della libertà clinica e prescrittiva, compito della comunità scientifica è quello di proporre scelte basate sugli studi clinici controllati eseguiti con rigorosa metodologia, considerando l’efficacia e la tollerabilità dei singoli farmaci, gli eventuali studi di efficacia comparativa, le linee guida internazionali, i dati della farmacovigilanza e infine il rapporto costo-efficacia. In tal modo verranno tutelati i diritti individuali come quelli collettivi perché, come ha affermato Fiona Godlee, editor del  <em>British Medical Journal</em>, ‘cost is an ethical issue’.” </p>
<h2>L&#8217;editoriale</h2>
<p>Camerini F, Palcic S. <a href="http://hypertension.it/wp-content/uploads/2013/05/gic-2013-camerini-palcic.pdf" target="_blank">Economia, costi e scelte dei farmaci in Cardiologia. Una riflessione sul Documento di Indirizzo 2012 della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa</a>. GIC 2013; 14: 412-5. (PDF: 118 Kb)</p>
<h3>Fonte</h3>
<p><a href="http://www.giornaledicardiologia.it/" target="_blank">www.giornaledicardiologia.it</a><br />
&nbsp;<br />
&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://hypertension.it/2013/05/larte-del-risparmio-in-cardiologia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tra lo scrivere e il pubblicare c&#8217;è di mezzo…</title>
		<link>http://hypertension.it/2013/05/tra-lo-scrivere-e-il-pubblicare-ce-di-mezzo/</link>
		<comments>http://hypertension.it/2013/05/tra-lo-scrivere-e-il-pubblicare-ce-di-mezzo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 28 May 2013 07:06:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altri Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Dai congressi e dalle riviste]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Slider]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto di interessi]]></category>
		<category><![CDATA[frode scientifica]]></category>
		<category><![CDATA[H-index]]></category>
		<category><![CDATA[impact factor]]></category>
		<category><![CDATA[indici bibliometrici]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicare in medicina]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://hypertension.it/?p=2699</guid>
		<description><![CDATA[Al 44° Congresso dell’ANMCO, venerdì alle 8 e mezza del mattino un simposio sulle questioni che riguardano il pubblicare e scrivere in cardiologia. Se vale il detto “chi presto comincia è a metà dell’opera”, conviene proprio essere presenti, visto che si parlerà della (non) qualità delle pubblicazioni scientifiche da cui dipendono carriere accademiche e finanziamenti [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Al <a href="http://www.anmco.it/formazione/congressonazionale/archiviocongressi/default.html" target="_blank">44° Congresso dell’ANMCO</a>, venerdì alle 8 e mezza del mattino <strong>un simposio sulle questioni che riguardano il pubblicare e scrivere in cardiologia</strong>. Se vale il detto “chi presto comincia è a metà dell’opera”, conviene proprio essere presenti, visto che si parlerà della (non) qualità delle pubblicazioni scientifiche da cui dipendono carriere accademiche e finanziamenti della ricerca, oltre alla diffusione e condivisione delle conoscenze da cui discendono a loro volta le raccomandazioni evidence based e anche la qualità del sistema salute.</p>
<p>Moderato da <strong>Leonardo Bolognese</strong> e da <strong>Gian Luigi Nicolosi</strong>, rispettivamente editor del <em>Giornale Italiano di Cardiologia</em> e past editor del <em>Journal of Cardiovascular Medicine,</em> il simposio ospiterà quattro relatori che da punti di vista diversi faranno le pulci alla qualità della letteratura medico-scientifica e ai sistemi che dovrebbero garantirla difendendo la centralità dell&#8217;ammalato e non gli interessi dell’industria e delle corporazioni.</p>
<h3>A colazione con…</h3>
<p><strong>Marco Bobbio</strong>, cardiologo dell’AO S. Croce e Carle di Cuneo e autore di <a href="http://www.einaudi.it/libro/scheda/(isbn)/978880616991/" target="_blank">Giuro di esercitare la medicina in libertà e indipendenza</a>, ci ha anticipato che prenderà in esame l’eterno problema del conflitto di interessi degli autori, dei possibili condizionamenti dei revisori e della cosiddetta salami-science, vale a dire la pubblicazione ripetitiva degli stessi dati o il frazionamento indebito in più pubblicazioni dei risultati di un unico studio. Quali regole bisogna adottare per contenere l’influenza di interessi esterni alla pubblicazione scientifica? Quali strumenti i comitati editoriali hanno disposizione per smascherare operazioni di marketing che si nascondono dietro un manoscritto o per assicurare l&#8217;integrità scientifica della pubblicazione?</p>
<p><strong>Tom Jefferson</strong>, del Cochrane Acute Respiratory Infections Group ed editor di PLoS One, si concentrerà invece su quanto non viene pubblicato in medicina, cioè di quella mole di dati negativi o di trial clinici nascosti o soppressi nell’arco di diversi anni perché scomodi per l’industria con il risultato che a medici e pazienti arriva solo un&#8217;immagine mistificata dell’efficacia di un medicinale o dispositivo medico. Quali iniziative per correggere queste distorsioni che ci sono in letteratura?</p>
<p><strong>Eugenio Picano</strong>, direttore dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa, Editor-in-Chief di <em>BMC Cardiovascular Ultrasound</em>, parlerà del sistema della misurazione bibliometrica che ha lo scopo ambizioso di misurare l’immisurabile, cioè la qualità dell’attività scientifica di un ricercatore. Si tratta sicuramente di un passo in avanti ma non esente da effetti collaterali. La misurazione bibliometrica rischia infatti di essere interpretata come “un giudizio di dio con cui vengono giudicati i ricercatori, le istituzioni e addirittura i Paesi quando a livello comunitario si assegnano i finanziamenti. E quindi c’è tutta una deriva di <em>gaming </em>sugli indici bibliometrici – anticipa Picano &#8211; che va dalla authorship onoraria alla duplicazione e frode scientifica, alla autocitazione o tattica editoriale per cui gli editori citano se stessi per innalzare rispettivamente l’impact factor e l’h-index del proprio giornale”. Come prevenire questi effetti collaterali o meglio patologie della bibliometria?</p>
<p><strong>Luca De Fiore</strong>, direttore del Pensiero Scientifico Editore e presidente della Associazione Alessandro Liberati – Network Italiano Cochrane, racconterà la storia di John Sudbø, di Andrew Wakefield, di Jonathan Lehrer e di Marc Hauser: alfieri di una scienza (con la esse minuscola) che non solo è incapace di vigilare su sé stessa, ma prepara il terreno a frodi e malpractice di ogni genere premiando la quantità e non la qualità. Di fronte alla discutibile “tattica” della Accademia, resta il baluardo di un’ “etica” sempre più nelle mani della saggezza della folla…</p>
<p><a href="http://hypertension.it/wp-content/uploads/2013/05/anmco2013_seminario.pdf" target="_blank"><img class="size-full wp-image-2705 aligncenter" alt="Seminario ANMCO 2013: Scrivere e pubblicare in cardiologia" src="http://hypertension.it/wp-content/uploads/2013/05/colazione_col_giornale_hyp.jpg" width="580" height="180" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://hypertension.it/wp-content/uploads/2013/05/anmco2013_seminario.pdf" target="_blank">Il programma del seminario </a><br />
<a href="http://www.anmco.it/ANMCO_2103.pdf" target="_blank">Il programma del 44° Congresso ANMCO </a><br />
&nbsp;<br />
&nbps;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://hypertension.it/2013/05/tra-lo-scrivere-e-il-pubblicare-ce-di-mezzo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La sindrome delle apnee ostruttive nel sonno</title>
		<link>http://hypertension.it/2013/05/sindrome-apnee-ostruttive-sonno/</link>
		<comments>http://hypertension.it/2013/05/sindrome-apnee-ostruttive-sonno/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 26 May 2013 08:18:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altri Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Dai congressi e dalle riviste]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://hypertension.it/?p=2720</guid>
		<description><![CDATA[A Roma, all&#8217;Università Cattolica del Sacro Cuore, si terrà l&#8217;11 e 12 giugno un corso ECM dedicato alle apnee ostruttive del sonno: “I disturbi respiratori nel sonno e patologie cardiovascolari: nuove evidenze scientifiche”. I disturbi respiratori del sonno sono ufficialmente riconosciuti come un fattore di rischio non trascurabile per patologie quali ipertensione arteriosa, fibrillazione atriale, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-2731" alt="corso-apnee-roma" src="http://hypertension.it/wp-content/uploads/2013/05/corso-apnee-roma1.jpg" width="200" height="215" />A Roma, all&#8217;Università Cattolica del Sacro Cuore, si terrà l&#8217;<strong>11 e 12 giugno </strong>un corso ECM dedicato alle apnee ostruttive del sonno: “<strong><a href="http://www.dairespiroaltuocuore.it/corsi_formazione.html?utm_campaign=sonno_e_salute_27_maggio_19_giugno&amp;utm_source=giornaledicardiologia&amp;utm_medium=newsletter" target="_blank">I disturbi respiratori nel sonno e patologie cardiovascolari: nuove evidenze scientifiche</a></strong>”.</p>
<p><strong>I disturbi respiratori del sonno sono ufficialmente riconosciuti come un fattore di rischio non trascurabile</strong> per patologie quali ipertensione arteriosa, fibrillazione atriale, cardiopatia ischemica, scompenso cardiaco e ictus, ma rappresentano ancora un’epidemia sommersa.</p>
<p>Tali condizioni si possono studiare in maniera obiettiva e trattare adeguatamente, il che può modificare significativamente la prognosi. Il loro mancato riconoscimento, invece, può incidere sulla mortalità e sulle disabilità che le patologie cardiovascolari causano. Nonostante queste chiare evidenze è ancora poco diffusa, la consuetudine di fare domande sul sonno, così come, in ambito clinico, non lo è sempre quella di<strong> trattare i disturbi respiratori sonno correlati</strong>.</p>
<p>Si stima che circa il 20% dei nuovi pazienti che ogni giorno entrano nell’ambulatorio del medico di famiglia e il 50 % dei pazienti cronici che soffrono già di disturbi cardiovascolari sono affetti da sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS). Queste persone, nonostante il ricorso a farmaci specifici, hanno uno scarso controllo della patologia di base e, conseguentemente, presentano una prognosi peggiore.</p>
<p><strong>Circa 1.800.000 italiani soffrono di OSAS in forma conclamata e almeno altrettanti in forma asintomatica</strong>.</p>
<p>Il corso ECM che si terrà a Roma &#8211; commenta <strong>Gioacchino Francesco Mennuni</strong>, responsabile scientifico dell&#8217;evento formativo &#8211; si prefigge di ricostruire il percorso diagnosticoterapeutico in modo deduttivo, partendo dall’inizio, vale a dire dal riconoscimento dei segni indiretti che possono configurare il sospetto della presenza di un disturbo respiratorio nel sonno. La discussione su casi clinici e tracciati che provengono dalla pratica quotidiana, attraverso il processo di uno scambio interattivo, consentirà di risalire alle evidenze della letteratura e alle linee guida diagnostiche e terapeutiche.</p>
<p><a href="http://www.dairespiroaltuocuore.it/pdf/Programma_Corso_11_12_Giugno_2013_Roma.pdf" target="_blank">Programma corso OSAS Roma</a> (PDF: 398 Kb)<br />
<a href="http://www.dairespiroaltuocuore.it/pdf/Scheda_iscrizione_corso_11_12_Giugno_2013_Roma.pdf" target="_blank">La scheda di iscrizione</a> (PDF: 1,34 Mb)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://hypertension.it/2013/05/sindrome-apnee-ostruttive-sonno/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>IX Giornata mondiale contro l&#8217;ipertensione arteriosa</title>
		<link>http://hypertension.it/2013/05/ix-giornata-mondiale-contro-lipertensione-arteriosa/</link>
		<comments>http://hypertension.it/2013/05/ix-giornata-mondiale-contro-lipertensione-arteriosa/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 May 2013 15:20:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altri Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Dai congressi e dalle riviste]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata mondiale contro l'ipertensione arteriosa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://hypertension.it/?p=2675</guid>
		<description><![CDATA[“Controlla la tua pressione ed il tuo battito cardiaco” è lo slogan della IX Giornata mondiale contro l&#8217;ipertensione arteriosa. La manifestazione arrivata alla nona edizione vuole richiamare l’attenzione sulla prevenzione delle malattie cardio e cerebrovascolari quali ictus e infarti e patologie renali legate all’ipertensione. L’ipertensione arteriosa è largamente diffusa in tutto il mondo, nei paesi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“Controlla la tua pressione ed il tuo battito cardiaco” è lo slogan della <strong>IX Giornata mondiale contro l&#8217;ipertensione arteriosa</strong>. La manifestazione arrivata alla nona edizione vuole richiamare l’attenzione sulla prevenzione delle malattie cardio e cerebrovascolari quali ictus e infarti e patologie renali legate all’ipertensione.</p>
<p>L’ipertensione arteriosa è largamente diffusa in tutto il mondo, nei paesi più ricchi e ance in quelli più poveri. A livello mondiale ne soffre 1 miliardo e mezzo di persone, provocando oltre 7 milioni e mezzo di morti premature e prevenibili, molti delle quali si verificano perché i pazienti non sanno di essere ipertesi.</p>
<p>La <a href="http://www.siia.it" target="_blank"><strong>Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa</strong></a> ha aderito alla manifestazione promuovendo, a livello nazionale, iniziative di informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul tema dell’ipertensione arteriosa e delle patologie ad essa correlate. Con il supporto della Croce Rossa Italiana, sono state allestite numerose postazioni nelle quali i cittadini avranno l’opportunità di controllare gratuitamente la pressione arteriosa e di ritirare il materiale informativo.</p>
<p><center><iframe src="http://www.youtube.com/embed/LDWPJijPuBY" height="315" width="560" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></center>In Europa meno del 50% degli ipertesi non vengono trattati, ed il restante 50% non raggiunge i target pressori (≤140/90 mmHg), anche perché circa la metà interrompe il trattamento dopo un anno. In Italia solo il 25% dei pazienti raggiunge i target di controllo pressorio. “Per far fronte a questa emergenza, l&#8217;Italia e la Francia si sono impegnate nell’ ambizioso obiettivo di raggiungere il target pressorio per il 70% dei pazienti ipertesi entro il 2015” ha affermato <strong>Josep Redón, Presidente della Società Europea dell’Ipertensione</strong> (ESH). “La Società Europea dell’Ipertensione supporta pienamente questa iniziativa, promuovendo anche incontri con realtà attive a livello locale,affinché il raggiungimento dei target pressori diventi un obiettivo comune .”</p>
<p>Secondo le Linee Guida europee per la gestione dell’ipertensione, l’80-85% dei pazienti ipertesi ha la possibilità di raggiungere il controllo pressorio ottimale grazie alle combinazioni fisse di trattamenti antipertensivi, che semplificano il trattamento della patologia e migliorano la compliance del paziente e i risultati clinici.</p>
<p>“Il nostro programma on-line <a href="www.pressione-alta.it" target="_blank">MyHypertensionCare</a> – ha commentato Antonino Reale, amministratore delegato di Daiichi Sankyo Italia – si è dimostrato essere un valido aiuto per i medici, offrendo uno strumento innovativo a disposizione dei loro pazienti, per motivarli a seguire la prescrizione medica e migliorare l’aderenza alla terapia antipertensiva”.</p>
<p>I pazienti, che accedono al sito Web, hanno a disposizione un ampio ventaglio di informazioni utili per ampliare le proprie conoscenze sulla patologia (cause, conseguenze, misurazione). Vengono inoltre accompagnati ad adottare uno stile di vita sano, attraverso un Sistema di pianificazione interattiva, e a collaborare più efficacemente con il medico, cercando di ottenere il meglio anche dal proprio farmaco.</p>
<p>“La celebrazione odierna – ha sottolineato Reale – è una straordinaria occasione per accrescere la consapevolezza pubblica su un killer silenzioso, come l’ipertensione, che colpisce, solo in Italia, quasi 18 milioni di persone”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://hypertension.it/2013/05/ix-giornata-mondiale-contro-lipertensione-arteriosa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
