Il primo forum italiano sul BVS

Scritto il 20 dicembre 2013 da Redazione in Dai congressi e dalle riviste, Altri Articoli, Notizie

absorb_heroA Catania, il 4 e 5 dicembre, i più importanti esperti mondiali di cardiologia interventistica si sono incontrati per fare il punto sull’utilizzo degli stent medicati e, in particolare, del nuovo dispositivo bioriassorbibile BVS.

Il BVS – Bioresorbable Vascular Scaffold (AbsorbTM-Abbott®) è un dispositivo temporaneo che assomiglia ad una piccola struttura cilindrica, unico nel suo genere, viene utilizzato per il trattamento della malattia coronarica (CAD), e dopo il suo impianto assicura il ripristino del flusso sanguigno dissolvendosi gradualmente e completamente, e lasciando i vasi liberi di tornare al proprio stato naturale recuperando la propria funzionalità. Realizzato in polimero di acido polilattico viene anche comunemente usato per i punti di sutura riassorbibili.

È indicato nel trattamento della CAD (Coronary Artery Disease) che si manifesta generalmente quando le arterie che apportano sangue al cuore si restringono o si ostruiscono, rappresenta la più comune tipologia di cardiopatia, nonché una delle principali cause di morte per uomini e donne. Nei pazienti che presentano questa patologia, il BVS è stato ritenuto particolarmente indicato in pazienti al di sotto dei 60 anni, in quelli “naive”, cioè coloro che si sottopongono ad impianto per la prima volta e in quelli a rischio di re-interventi futuri.

“Mantenere il vaso trattato, quanto più fisiologico possibile, è il nostro più importante obiettivo, – spiega Corrado Tamburino, chairman del BVS Forum e Docente di Cardiologia all’Università di Catania e Direttore dell’Istituto di Cardiologia dell’Ospedale Ferrarotto – soprattutto nei pazienti ‘giovani’, poiché conserveranno dopo l’operazione una funzionalità coronarica migliore nel tempo. Dopo più di dieci anni dal primo intervento con gli stent medicati, che furono introdotti nel 2002, oggi abbiamo a disposizione una vera e propria ‘rivoluzione’ nel trattamento delle patologie coronariche, un dispositivo che in circa due, tre anni viene riassorbito.”

Il BVS che è stato introdotto nel 2012 in alcuni tra cui l’Italia, ad oggi sono stati impiantati ad più di 3000 BVS. Questo nuovo dispositivo è stato da subito apprezzato per le sue caratteristiche di riassorbibilità e sono stati molti i centri, anche in Italia, a voler aderire agli studi clinici che hanno permesso oggi, ai pazienti con patologie coronariche, un’opzione innovativa attraverso questo speciale scaffold.

“Credo che la cosa più importante – conclude Tamburino – è che questo dispositivo venga reso disponibile a quanti più pazienti possibile, che rispondano a specifiche caratteristiche, poiché è l’unico che determina un ritorno, dopo un periodo di tempo limitato, alla normale ‘fisiologia’ del vaso trattato. Inoltre, il BVS, accanto al beneficio derivato dalla struttura in acido polilattico bioriassorbibile, che poi scompare nel tempo, non determina un aumento delle recidive rispetto ai corrispondenti stent medicati metallici”.

In Italia si effettuano ogni anno 278.000 coronarografie e 140.000 angioplastiche coronariche, ma la popolazione dei pazienti affetti da malattia coronarica nota o misconosciuta è decisamente maggiore.

Comunicato stampa Primo forum italiano sul BVS

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