Rendere facili le scelte salutari

Scritto il 6 giugno 2013 da Redazione in Dai congressi e dalle riviste, Altri Articoli, Notizie, Slider

I cambiamenti nella società e le influenze commerciali hanno portato ad un ambiente umano non salutare, dove le scelte automatiche dello stile di vita aumentano di fatto il rischio cardiovascolare. La sfida per le autorità centrali e locali sta nell’assicurare scelte di default più salutari. Sul Giornale Italiano di Cardiologia un interessante position paper sintetizza le evidenze ad oggi disponibili in merito agli effetti dei cambiamenti a livello di popolazione sui fattori di rischio cardiovascolare e raccomanda una serie di azioni strutturali per la salute, utili a decisori politici e non solo, per una efficacia prevenzione cardiovascolare di popolazione.

Come è ormai noto le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di mortalità in Europa, con oltre 4,3 milioni di morti nel 2005 (una morte ogni due). Oltre il 40% di queste morti sono premature in quanto avvengono prima dei 75 anni (1,8 milioni di morti). Molte di queste morti sarebbero evitabili intervenendo sui fattori di rischio cardiovascolare modificabili. Diventa quindi prioritario incentivare delle strategie di prevenzione che siano indirizzate non solo al singolo individuo ma anche e ancor di più all’intera popolazione. Gli autori del position paper ci ricordano il principio ancora oggi attuale  di Geoffrey Rose secondo cui è possibile ottenere grandi benefici in termini di salute pubblica qualora gli sforzi dedicati alla prevenzione si concentrino sulla totalità della popolazione piuttosto che prevalentemente sugli individui ad alto rischio.  Una considerazione fondamentale è l’intervento per promuovere e mantenere il basso rischio cardiovascolare o profilo di rischio favorevole sin dall’infanzia nell’intera popolazione (vedi l’intervista a Simona Giampaoli).

Gli autori del position paper hanno quindi voluto esaminare e sintetizzare le evidenze disponibili relative ai più importanti fattori di rischio cardiovascolare modificabili: alimentazione, sedentarietà, abitudine al fumo e consumo alcolico. Per ciascuno fattore di rischio hanno presentato le politiche di promozione della salute e strategie gestionali più appropriate che potrebbero e dovrebbero essere tese a livello di popolazione per raggiungere una riduzione significativa delle  malattie cardiovascolari.  Le strategie di popolazione si focalizzano sia su misure di natura fiscale quali la tassazione e sussidi, sia su politiche internazionali, nazionali e regionali, come ad esempio le politiche antifumo, le regole del marketing e per produzione degli alimenti, nonché su variabili ambientali.

In sintesi, per quanto concerne la alimentazione che è un’area complessa vengono contemplate diverse strategie che possono rivelarsi efficaci nell’aumentare  il consumo di frutta e verdura e nel ridurre quello di sale, grassi saturi e trans, e zuccheri. Per combattere invece la sedentarietà attraverso dei cambiamenti nelle politiche nazionali e nell’ambiente edificato è possibile  integrare l’attività fisica nella vita quotidiana. L’uso di tabacco ed alcool può essere regolamentato principalmente attraverso misure fiscali e politiche nazionali ma, spiegano gli autori, anche le risorse locali giocano un ruolo importante.

Il position paper

Jørgensen T, Capewell S, Prescott E, et al. Cambiamenti a livello di popolazione per promuovere la salute cardiovascolare. G Ital Cardiol 2013; 14: 393-403 (PDF: 723 Kb)

Fonte

www.giornaledicardiologia.it

 

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