Come stanno gli italiani?

Scritto il 6 giugno 2013 da Redazione in Dai congressi e dalle riviste, Altri Articoli, Interviste, Slider

Un italiano su due è iperteso, uno su quattro è obeso, uno su tre ha la glicemia alta ma non sa di averla. Un italiano su cinque è fumatore. Lo dicono i dati epidemiologici della seconda indagine dell’Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare/Health Examination Survey presentati al 44° Congresso ANMCO. Condotto dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) con la collaborazione dell’Associazione Nazionale di Medici Cardiologi Ospedalieri, questo Osservatorio sulla stato di salute della popolazione italiana ha voluto fotografare la distribuzione dei fattori di rischio cardiovascolare, la prevalenza delle condizioni a rischio e delle malattie cardiovascolari in tutto il Paese e regionalmente.

 

La condizione dei fattori di rischio è migliorata negli ultimi dieci anni ma c’è ancora molto lavoro da fare in una ottica di prevenzione cardiovascolare e di controllo della pressione arteriosa. Il 70% degli ipertesi non è adeguatamente trattato o non è trattato per niente.

“Questi dati ci fanno capire che se vogliamo migliorare le condizioni della popolazione italiana dobbiamo cominciare a pensare che certi fattori non possono essere trattati solo individualmente ma serve una strategia di popolazione”, commenta Simona Giampaoli, del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute, ISS. La prevenzione deve essere rivolta a mantenere nel tempo in tutte le fasce della popolazione un rischio cardiovascolare basso. Un concetto nuovo da assimilare e da attualizzare che richiede delle azioni mirate di educazione, sensibilizzazione e responsabilizzazione della collettività e del singolo individuo a mantenere stili di vita salutari. “La salute è un bene prezioso, la cosa importante è mantenerla nel corso del tempo: dobbiamo migliorare il livello di educazione sugli stili di vita e diffondere queste informazioni”.

L’Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare/Health Examination Survey esamina i campioni rappresentativi della popolazione generale in tutte le Regioni per valutare la distribuzione dei fattori di rischio e delle condizioni a rischio nella popolazione adulta italiana. Alla prima indagine (1998-2002, 9712 uomini e donne di età 35-74 anni esaminati) ne ha fatto seguito un’altra, dal 2008 al 2012, che ha coinvolto 9107 uomini e donne di età 35-79 anni.

I dati dell’ultima indagine mostrano che nella fascia di età 35-79 anni la pressione sistolica (Pas) media è 134 mmHg negli uomini e 129 mmHg nelle donne. Complessivamente più del 50% degli uomini e più del 40% delle donne sono ipertesi. Confrontando i dati delle due indagini dell’Osservatorio si osserva che nell’ultimo decennio la proporzione di persone incluse nella categoria normale e pre-ipertensione (Pas ≤140 mmHg e Pad ≤90 mmHg e senza trattamento antiipertensivo) aumenta nelle donne (53% nel 1998 e 59 % nel 2008) mentre non si registrano variazioni significative negli uomini (45% in entrambe le rilevazioni). Una variazione rilevante si osserva per il trattamento: in entrambi i sessi raddoppiano le prevalenze dei soggetti trattati in modo adeguato (dal 4% all’11% negli uomini e dal 6% all’11% nelle donne) e diminuisce la proporzione di persone ipertese non trattate. Questi risultati sembrano dimostrare un miglior controllo della pressione arteriosa nella popolazione anche attraverso il trattamento. Ma molto rimane ancora da fare, come si evince dalle percentuali di uomini e donne ipertesi ma non adeguatamente trattati che sostanzialmente non si sono modificate negli ultimi 10 anni.

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