L’arte del risparmio in Cardiologia

Scritto il 28 maggio 2013 da Redazione in Dai congressi e dalle riviste, Altri Articoli, Notizie, Slider

cover-gic-giu13-150La farmacoeconomia rappresenta ancora un concetto astratto per una buona parte di medici che, nell’ottica di offrire ai pazienti le migliori terapie disponibili, considerano ogni sorta di limite economico come una delegittimazione del diritto alla salute del cittadino. Una tanto nobile ideologia è tuttavia destinata a scontrarsi con la natura “finita” delle risorse che impone al medico di pesare la compatibilità economica delle sue scelte.

Sul Giornale Italiano di Cardiologia Fulvio Camerini e Stefano Palcic offrono un’interessante riflessione sul costo della terapia antipertensiva, prendendo spunto da un importante Documento di Indirizzo della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa dedicato alle strategie per migliorare il controllo della pressione arteriosa in Italia.

Se consideriamo che nel nostro Paese più di un terzo della popolazione è iperteso, è facile immaginare quali siano le dimensioni del problema; la scelta di un diuretico piuttosto che di un ACE-inibitore o di un calcioantagonista in un iperteso lieve può avere importanti risvolti economici. Purtroppo, neppure gli studi clinici ci aiutano a sviluppare una maggiori capacità di analisi farmacoeconomica: da una revisione di alcuni dei più importanti trial clinici condotti negli ultimi anni, è emerso che i costi dei farmaci testati erano riferiti solamente nel 5% degli studi e non erano in alcun modo menzionati nel 72% degli stessi.

L’editoriale del Giornale Italiano di Cardiologia è evidentemente di grande attualità: in tempi di crisi economica l’atto prescrittivo, anche in un iperteso di I grado, deve essere accompagnato da un’attenta valutazione della compatibilità economica della scelta. “Il medico è tenuto a ricercare il massimo beneficio con il minimo rischio per il paziente, avendo presente anche la compatibilità economica delle sue scelte e non dimenticando che scelte non oculate o irrazionali sottraggono risorse laddove sono necessarie. Si riafferma così il dovere di contribuire alla realizzazione di un sistema sanitario equo per tutti i cittadini”, concludono Camerini e Palcic. “In un momento storico nel quale le autorità amministrative e politiche elaborano a livello regionale protocolli, che alcuni possono considerare limitativi della libertà clinica e prescrittiva, compito della comunità scientifica è quello di proporre scelte basate sugli studi clinici controllati eseguiti con rigorosa metodologia, considerando l’efficacia e la tollerabilità dei singoli farmaci, gli eventuali studi di efficacia comparativa, le linee guida internazionali, i dati della farmacovigilanza e infine il rapporto costo-efficacia. In tal modo verranno tutelati i diritti individuali come quelli collettivi perché, come ha affermato Fiona Godlee, editor del British Medical Journal, ‘cost is an ethical issue’.”

L’editoriale

Camerini F, Palcic S. Economia, costi e scelte dei farmaci in Cardiologia. Una riflessione sul Documento di Indirizzo 2012 della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa. GIC 2013; 14: 412-5. (PDF: 118 Kb)

Fonte

www.giornaledicardiologia.it
 
 

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