Nuovi anticoagulanti orali per la fibrillazione atriale: semaforo verde?

Scritto il 15 aprile 2013 da Redazione in Dai congressi e dalle riviste, Altri Articoli, Notizie, Slider

Il Giornale Italiano di Cardiologia pubblica il primo documento guida italiano per l’uso dei nuovi anticoagulanti orali apixaban, dabigatran e rivaroxaban per la prevenzione del tromboembolismo nella fibrillazione atriale. Realizzato dall’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) rappresenta un documento esaustivo e allo stesso tempo snello e leggibile, grazie a tabelle e paragrafi ben organizzati, con indicazioni chiare e precise su come scegliere il farmaco giusto per ciascun paziente e su come portare avanti la terapia.

“Una terapia adeguata potrà aiutarci a contenere gli enormi costi correlati alla fibrillazione atriale, l’aritmia con il più alto tasso di ricoveri e che comporta ogni anno ben 500.000 ospedalizzazioni per un costo totale di 2,8 miliardi di euro”, ha commentato Francesco Bovenzi, presidente ANMCO, alla celebrazione dei 50 anni dell’ANMCO in occasione della quale il position paper è stato presentato. “C’è naturalmente un dibattito sul rapporto costo-beneficio, visto che la terapia con warfarin costa in media 0,05 euro al giorno mentre con i nuovi farmaci si arriva a 2 euro al giorno. Tuttavia adottarli riduce in maniera talmente evidente il rischio di ictus e di complicanze da far ipotizzare che i costi di gestione della malattia possano perfino dimezzarsi: la terapia è perciò da ritenersi sostenibile anche dal punto di vista economico”.

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La necessità di un documento di consenso deriva dal fatto che i nuovi prodotti sono simili ma diversi fra loro, e soprattutto sono molto differenti dai vecchi anticoagulanti il warfarin e dicumarolo. Partendo dagli aspetti fisiopatologici e passando attraverso l’analisi dei recenti trial che hanno testato l’efficacia e sicurezza delle tre principali nuovi molecole (dabigatran, rivaroxaban e apixaban) il documento arriva nel dettaglio degli aspetti prescrittivi: la selezione dei pazienti (evidenziando indicazioni prioriatarie, anche in vista di possibili limiti imposti da piani terapeutici), i dosaggi, le modalità dello switch degli antagonisti della vitamina K, la gestione periprocedurale in chirurgia generale e in concomitanza di cardioversione elettrica ed ablazione transcatetere.

Secondo il position paper i nuovi anticoagulanti orali dovrebbero essere presi in considerazione come prima scelta in tutti i pazienti con fibrillazione atriale che non assumono anticoagulanti orali, in chi è a maggior rischio di ictus e di eventi avversi con i vecchi farmaci, in chi non può sottoporsi frequentemente ai controlli necessari con warfarin e dicumarolo per motivi logistici. “I pazienti che dovrebbero passare ai nuovi anticoagulanti sono inoltre coloro che hanno avuto un ictus o un’emorragia mentre venivano trattati con warfarin, chi usa il vecchio farmaco a bassi dosaggi e anche chi è in cura con altri medicinali che potrebbero interferire con warfarin e non con i nuovi prodotti – prosegue Maurizio Abrignani, Consigliere Nazionale ANMCO e Dirigente dell’Unità di Cardiologia e UTIC dell’Ospedale Civile Sant’Antonio Abate – Erice (TP) – Non dovrebbero farlo, invece, i pazienti con insufficienza renale grave o con protesi valvolari, per cui non è ancora sicuro il profilo di sicurezza con i nuovi farmaci”.

Concepito per la lettura e per la consultazione il positon paper dell’ANMCO è da conservare, suggerisce il Giornale Italiano di Cardiologia ricordando che potrebbe essere vicino il “semaforo verde” per la rimborsabilità dei nuovi anticoagulanti orali per la prevenzione dell’ictus in chi soffre di fibrillazione atriale da parte del Servizio Sanitario Nazionale delle nuove molecole e di conseguenza la possibilità di impiegarle su larga scala.

L’Agenzia Italiana del Farmaco sta tuttora analizzando i dati su questa classe di composti dopo aver aperto lo scorso ottobre una consultazione pubblica sul web per accogliere, da parte di pazienti, medici, società scientifiche e aziende, critiche e valutazioni di cui tenere conto per la stesura del documento finale in cui si daranno gli estremi per l’uso di questa classe di farmaci da parte dell’AIFA. Il “concept paper” o documento AIFA ha incluso soltanto dabigatran e rivaroxaban, perché apixaban è stato solo recentemente approvato da parte dell’European Medicines Agency e della Food and Drug Administration statunitense. Al contrario, il documento guida ANMCO descrive vantaggi e limiti di tutti e tre i nuovi anticoagulanti orali.

Bibliografia
Paolo Colonna, Maurizio G. Abrignani, et al. Documento ANMCO su prevenzione del tromboembolismo nella fibrillazione atriale. G Ital cardiol 2013; 14: 295-322.

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