Come sta il cuore degli italiani?

Scritto il 30 luglio 2012 da Redazione in Dai congressi e dalle riviste, Interviste

Intervista video a Simona Giampaoli, Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute, ISS.

Con i dati  della seconda indagine dell’Osservatorio epidemiologico cardiovascolare (Oec)/Health examination survey (Hes) viene aggiornato il quadro sulla salute cardiovascolare degli italiani elaborato con un’analoga ricerca fra il 1998 e il 2002 su persone fra i 35 e i 79 anni. “Ripetendo l’indagine a distanza di dieci anni è possibile monitorare e definire l’andamento di alcuni indicatori di salute nel tempo, valutando le variazioni nella popolazione e nei diversi livelli socioeconomici, individuati prevalentemente con il grado di istruzione”, spiega Simona Giampaoli.

Un dato positivo rilevato in questa seconda indagine riguarda la pressione arteriosa degli italiani. La prevalenza dell’ipertensione arteriosa è in leggero calo con una diminuzione più evidente nelle donne:  il 54 per cento degli uomini e il 40 per cento delle donne, contro rispettivamente il 56 e il 48 di dieci anni fa.

Colesterolo alto e diabete sono diffusi da Nord a Sud. Le persone in sovrappeso sono il 40 % (14 milioni), in lieve calo rispetto alla precedente indagine del 1998-2002, ma purtroppo sono in aumento gli obesi. La sedentarietà è sempre alta: il 31 per cento degli uomini e il 42 per cento delle donne non pratica alcuna attività fisica nel tempo libero, valori in discesa rispetto al 2002. Un altro dato negativo è il consumo di sale che supera i 5 grammi al giorno consigliati dall’OMS, in media 11 grammi gli uomini e 8 grammi le donne.

Il cuore degli italiani è sempre a rischio? L’alimentazione degli italiani deve essere corretta?

 

 

La seconda indagine dell’OEC

L’indagine aggiorna i dati raccolti con un’analoga ricerca fra il 1998 e il 2002 su persone fra i 35 e i 79 anni. Sono stati coinvolti 23 centri che hanno esaminato circa 8.500 persone, tra cui il 5% di migranti, estratte in modo casuale tra i residenti, eseguendo tutte le misure, comprese quelle di laboratorio, secondo procedure standardizzate e sotto il controllo di qualità dell’Unione Europea. Per garantire questa comparabilità delle rilevazioni, un’equipe dell’ISS ha addestrato gli operatori locali andando in tutti i centri.
A tutti i partecipanti sono stati misurati peso, altezza, circonferenza della vita e dei fianchi, pressione arteriosa e frequenza cardiaca; è stato quindi eseguito un prelievo di sangue per la determinazione di colesterolemia totale, HDL e LDL, glicemia, trigliceridemia, emocromo. Per valutare il consumo di sale nell’alimentazione è stata fatta la raccolta delle urine nelle 24 ore e sullo stesso campione di urine sono state anche dosate microalbuminuria e creatininuria.
A tutti è stato eseguito elettrocardiogramma, spirometria per la funzione polmonare, valutazione del monossido di carbonio per la stima dei danni da fumo, densitometria ossea per la prevenzione dell’osteoporosi e un questionario su abitudini di vita (alimentazione, fumo e attività fisica), auto percezione dello stato di salute, utilizzo di farmaci e storia clinica e familiare di malattie cardiovascolari. Nelle persone di oltre 65 anni è stato somministrato il Mini-mental State examination per valutare il livello di attenzione e i disturbi cognitivi.
I dati sono pubblicati e disponibili nel sito web del progetto CUORE per le singole regioni, per macroaree e per l’Italia nel suo complesso (www.cuore.iss.it).

Fonte: www.iss.it

 
 

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