Monitorare la pressione fuori dallo studio del medico

Scritto il 5 giugno 2012 da Redazione in Speciali

Spesso al paziente viene chiesto quanto ha di pressione arteriosa. Ma è una domanda formulata in modo errato, spiega Gianfranco Parati, professore all’Università Bicocca-Milano e direttore del Dipartimento di Cardiologia dell’Istituto Auxologico di Milano. “Dovremmo chiedere al paziente quali oscillazioni ha nella giornata perché fisiologicamente la pressione è soggetta a un’elevata variabilità e misurarla una volta sola non è sufficiente”. Per garantire una precisa diagnosi e copertura terapeutica nel paziente trattato non ci si può affidare a pochi valori numerici e perlopiù raccolti in misurazioni occasionali.
 

 

 

Come misurare in modo adeguato la pressione arteriosa? Cosa dicono le linee-guida italiane? Quali tecniche disponiamo per la misurazione della pressione arteriosa? Quali sono i pro e i contro dell’automisurazione a domicilio? Quando è utile il monitoraggio dinamico nelle 24 ore? Intervista a Gianfranco Parati.

 

Per una migliore valutazione dei livelli “reali” della pressione arteriosa, le linee guida raccomandano di eseguire più misurazioni al fine di ottenere il profilo pressorio del singolo paziente. I metodi a disposizione sono raggruppabili fondamentalmente in tre classi:

  • misurazione convenzionale e automatica nello studio del medico,
  • misurazione a domicilio,
  • misurazione dinamica (monitoraggio della pressione arteriosa nelle 24 ore).

Le ultime due modalità sono frutto delle nuove tecniche di misurazione automatica della pressione arteriosa che possono risolvere i problemi generati da fenomeni confondenti, quali l’effetto camice bianco e l’ipertensione mascherata.

I valori pressori devono essere misurati seguendo attentamente particolari procedure per prevenire errori che possono verificarsi in differenti momenti della rilevazione. Misurare la pressione arteriosa non è una cosa semplice. Nel 2008, il Gruppo di studio sul monitoraggio della pressione arteriosa della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa (SIIA) ha pubblicato delle linee guida con lo scopo di fornire a medici le informazioni necessarie per una misurazione adeguata della pressione arteriosa, in condizioni cliniche differenti a prescindere dalla tecnica usata (1).

Le tipologie di misuratori

 Figura tratta da “Linee Guida SIIA sulla misurazione convenzionale e automatica della pressione arteriosa nello studio medico, a domicilio e nella 24 ore”, Parati et al. Gruppo di studio sul monitoraggio della pressione arteriosa della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa. 

La misurazione a domicilio

L’automisurazione a domicilio è una metodica valida, economica e gradita dal paziente che aiuta a predire il rischio del paziente stratificando i livelli pressori su diversi giorni della vita quotidiana. Per raccogliere le informazioni utili al medico sono sufficienti due misurazioni (una al mattino e una alla sera), ad orari precisi (6.00-9.00 e 18.00-21.00) da eseguire durante la settimana che precede la visita ambulatoriale. Quando viene raggiunto un buon controllo della pressione arteriosa le linee guida raccomandano due misurazioni una volta alla settimana e per sette giorni consecutivi prima della visita medica.

Si tratta di una metodica particolarmente importante nei pazienti ipertesi (soprattutto in particolare se trattati farmacologicamente per seguire nel tempo la risposta alla terapia farmacologica) e in alcuni categorie di pazienti più a rischio. In particolare, può essere utile per tutti quei pazienti che potrebbero avere un’ipertensione da camice bianco oppure un’ipertensione mascherata, che non è rilevabile nello studio del medico perché il paziente è tranquillo e che si manifesta nella vita quotidiana in momenti di stress legati a situazioni di stress, o per quei pazienti con sospetta ipertensione notturna o con ipertensione resistente. Si tratta comunque di una procedura diagnostica da proporre a tutti pazienti perché, commenta il professor Parati, “è uno strumento che, se usato in modo corretto, arricchisce la capacità diagnostica con una spesa minima e ci permette di fare bene il nostro lavoro”.

Le linee guida della SIIA raccomandano l’utilizzo di questa metodica in medicina generale: “l’automisurazione della pressione arteriosa deve essere presa in considerazione dai medici di medicina generale come strumento per raccogliere informazioni più dettagliate riguardo al controllo pressorio del paziente e la sua compliance alla terapia”. Ma è importante che l’automisurazione a domicilio non venga eseguita dai pazienti su loro iniziativa e senza il controllo del medico. Infatti, uno dei rischi è che il paziente utilizzi uno strumento inaffidabile o che ottenga delle misurazioni inaffidabili perché non è stato addestrato ad usare lo strumento. Un altro rischio è che il paziente trattato farmacologicamente intrepreti da solo i valori ottenuti e decida, in piena autonomia, di modificare la somministrazione dell’antipertensivo sulla base delle oscillazioni dei livelli misurati.

Fondamentale è quindi il ruolo del medico di medicina generale per prevenire un uso improprio dello strumento da parte del paziente e garantire una corretta procedura. In quest’ottica diventa prioritario consigliare al paziente l’acquisto di apparecchi validati e sottoporre il paziente a un adeguato addestramento sulla procedura di misurazione della pressione arteriosa, sulle possibili variazioni della pressione arteriosa in risposta a stimoli psicologici, sulla manutenzione dell’apparecchio e sulle caratteristiche dell’ipertensione arteriosa e sulla sua gestione.

L’automisurazione è una metodologia che deve essere applicata sempre assolutamente in collaborazione con il proprio medico. Se c’è un buon rapporto tra medico e paziente l’uso dell’automisurazione diventa utilissimo perché sarà il medico a spiegare al paziente il significato di alcuni valori, a dare indicazioni di quante volte e come misurarla a secondo del problema clinico”, conclude il professor Parati.

Il monitoraggio dinamico

La misurazione della pressione arteriosa nelle 24 ore (monitoraggio dinamico o ambulatorio) ha tutti i vantaggi dell’automisurazione a domicilio e in più permette di registrare il profilo pressorio delle 24 ore. Queste misurazioni possono essere inserite in un grafico per ottenere un profilo pressorio e analizzare la variabilità della pressione che è un fattore di rischio aggiuntivo.
Viene indicato nei casi di sospetta ipertensione da camice bianco, di ipertensione mascherata o di ipertensione notturna, in pazienti con ipertensione resistente, nel paziente anziano o nel diabetico, nell’ipertensione in gravidanza e come guida al trattamento antipertensivo.

 

Bibliografia
1. Parati et al. Gruppo di studio sul monitoraggio della pressione arteriosa della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa. Linee Guida SIIA sulla misurazione convenzionale e automatica della pressione arteriosa nello studio medico, a domicilio e nella 24 ore. Ipertensione e prevenzione cardiovascolare, giugno 2008

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