Ipertensione: è l’ora delle associazioni precostituite di farmaci

Scritto il 20 febbraio 2012 da Redazione in Dai congressi e dalle riviste, Interviste

Intervista a Massimo Volpe, UOC Cardiologia – Azienda Ospedaliera Sant’Andrea, Roma
Presidente della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa (SIIA)

È da qualche mese disponibile anche in Italia Sevikar®, l’unica associazione fissa per il trattamento dell’ipertensione, commercializzato dall’azienda farmaceutica Daiichi Sankyo, che combina in una singola compressa due dei più diffusi antipertensivi: olmesartan medoxomil (sartano) e amlodipina (calcio antagonista). L’ipertensione – sottolinea il prof. Massimo Volpe, neo presidente della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa – contribuisce fortemente ad aumentare il rischio cardiovascolare. Pur tuttavia a fronte di un’ampia disponibilità di trattamenti antipertensivi, solo il 25% dei pazienti italiani ipertesi raggiunge i target di controllo pressorio, anche a causa di una bassa aderenza alle terapie. Sevikar®, grazie alla combinazione fissa di 2 antipertensivi, ha dimostrato di poter migliorare la compliance, perché semplifica il regime terapeutico, riducendo il numero di compresse da assumere, che attualmente nei pazienti medio-gravi e gravi possono raggiungere anche le tre o quattro al giorno. In questa prospettiva una più stretta collaborazione fra specialisti e medici di medicina generale è fondamentale per portare nel medio periodo al 70% la quota di pazienti ipertesi con un controllo pressorio ottimale: un obiettivo ambizioso, ma necessario”. Il solo abbassamento di 2mmHg di pressione sistolica in pazienti di 40-69 anni può ridurre del 7% il rischio di mortalità dovuta a cardiopatia ischemica e ad altri eventi cardiovascolari e del 10% per decade il rischio di mortalità da ictus.

18 febbraio 2012

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