Il NICE aggiorna le sue linee-guida

Scritto il 1 settembre 2011 da Redazione in Dai congressi e dalle riviste, Notizie

Oltremanica si prospettano grandi cambiamenti nella pratica clinica. Nel caldo mese di agosto, il NICE ha pubblicato le nuove linee guide per la diagnosi e trattamento dell’ipertensione arteriosa. Non si tratta di un aggiornamento contenuto ma “radical and bold”.

L’algoritmo terapeutico è stato aggiornato per dare ai medici di medicina generale “a much stronger steer” nella scelta di una strategia antipertensiva appropriata. Il NICE raccomanda per gli over55 i bloccanti del canali del calcio come terapia di prima linea. Per chi ha meno di 55 (fatta eccezione per i pazienti di colore) sono da preferire gli ACE inibitori e i bloccanti del recettore dell’angiotensina, mentre i calcio antagonisti dovrebbero essere aggiunti in una seconda fase.

Le nuove linee guida inoltre raccomandano che anche gli over80 vengano trattati per l’ipertensione arteriosa. In passato si discusso molto se questo approccio fosse più dannoso che utile. Ora secondo il NICE l’ago della bilancia pende a favore dell’intervento farmacologico anche in età avanzata.

Relativamente al procedimento diagnostico una grossa novità è il monitoraggio ambulatoriale delle pressione arteriosa delle 24 ore per confermare la lettura di 140/90 mmHg superata la quale si raccomanda l’intervento farmacologico. Il monitoraggio dovrebbe smascherare la gran parte dei casi di ipertensione da camice bianco. L’obiettivo dunque è una diagnosi più accurata e precisa, come punto di partenza di scelte terapeutiche appropriate.

A quale prezzo però? Lo stesso gruppo di lavoro che ha riscritto le nuove linee guida ha pubblicato uno studio che mette a confronto il rapporto costo efficacia di tre diverse metodologie per la diagnosi della pressione arteriosa: la misurazione in clinica da ripetere tre volte mensilmente, quella da praticare a casa e il monitoraggio ambulatoriale delle 24 ore. Nel confronto ne esce vincente il monitoraggio ambulatoriale che “come strategia diagnostica dopo una lettura iniziale in clinica dovrebbe ridurre i casi di errata diagnosi e far risparmiare. Costi addizionali per il monitoraggio sono controbilanciati dai costi risparmiati con un miglior trattamento”.

In un report pubblicato dal NICE si stima che il nuovo approccio diagnostica costerà 5,1 milioni di sterline all’anno. Ma perfezionando la diagnosi si ridurrà il numero di pazienti che inizieranno la terapia farmacologica; questo si traduce in un calo di prescrizione di farmaci costosi con un risparmio di 10 milioni di sterline dopo cinque anni.

Considerato che la Gran Bretagna conta 12 milioni di ipertesi e circa la metà di questa rientra nella categoria delle diagnosi sbagliare. Senza contare i danni alla persona (non pochi e non quantificabili) l’errore diagnostico costo al National Health Service solo in farmaci un miliardo di sterline.  Per il sistema sanitario una valida gestione dell’ipertensione arteriosa è conveniente in un’ottica di prevenzione cardiovascolare e riduzione dei rischi di malattie cardiache e ictus. Nonostante il monitoraggio ambulatoriale richieda risorse oltre che un impegno da parte del paziente, sembra che il gioco ne valga la candela.

Bibliografia

  1. Hypertension: NICE guideline – Clinical management of primary hypertension in adults. NICE 24.08.2011 (PDF: 280 Kb)
  2. Hypertension: Costing Report. NICE 18.08.2011

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