Apixaban promette bene…

Scritto il 31 agosto 2011 da Redazione in Dai congressi e dalle riviste, Notizie

ARISTOTLE dimostra la superiorità dell’apixaban rispetto al warfarin, nel ridurre il rischio di ictus, sanguinamento maggiore e mortalità per ogni causa nei pazienti con con fibrillazione atriale. Il risultati del trial clinico di fase III ARISTOTLE sono stati presentati durante al Congresso della Società europea di cardiologia in corso a Parigi e pubblicati sul New England Journal of Medicine.

Obiettivo di ARISTOTLE era mettere a confronto il warfarin con il nuovo anticoagulante orale, che fa parte di una classe di agenti inibitori diretti del fattore Xa studiati per le loro potenzialità nella prevenzione e trattamento del tromboembolismo.

Condotto in 1.034 centri in 39 Paesi, lo studio ha confrontato l’efficacia dei due anticoagulanti nella prevenzione dell’ictus e dell’embolia sistemica in 18.201 pazienti affetti da fibrillazione atriale e con almeno un fattore di rischio per ictus. Rispetto al warfarin, l’apixaban ha ridotto significativamente il rischio di ictus ed embolia sistemica del 21%, di sanguinamento maggiore del 31% e di morte dell’11%.

“Il rischio di ictus nei pazienti affetti da fibrillazione atriale è un grave problema di salute pubblica che riguarda in particolare la popolazione anziana” ha dichiarato il dottor Christopher B. Granger, professore di Medicina del Duke Clinical Research Institute e ricercatore principale dello studio. “Siamo dunque incoraggiati dai risultati del trial ARISTOTLE che ha dimostrato la significativa riduzione del rischio di ictus o embolia sistemica, di sanguinamenti maggiori e morte.”

ARISTOTLE aggiunge nuove evidenze sulla non inferiorità rispetto al warfarin di questa nuova classe di anticoagulanti – gli inibitori del fattore Xa  – nei pazienti con fibrillazione atriale. Altri due studi sempre in fase 3 sono arrivati a conclusioni simili con il dabigatran e il rivaroxaban, i due anticoagulanti della stessa classe dell’apixaban, messi a confronto con il warfarin. Nella gestione della terapia anticoagulanti questi nuovi farmaci hanna il vantaggio che con richiedono il monitoraggio routinario dell’attività protrombinica (test INR). Di contro sono più costosi del warfarin, anche se nella valutazione complessiva della spesa della terapia andrebbe soppesati i costi dei monitoraggio.

Da Parigi arrivano buone promesse per la prevenzione dei fenomeni tromboembolici nei pazienti con fibrillazione atriale. La conseguenza più seria della fibrillazione atriale è l’aumento del rischio di ictus: 5 volte più alto nelle persone che ne sono colpite rispetto a coloro che non ne soffrono. Inoltre, gli ictus dovuti alla fibrillazione atriale sono più gravi e invalidanti rispetto a quelli non derivanti dalla patologia: il 24% di morti subentra entro il mese successivo e il 50% a un anno dall’ictus.


Bibliografia

  1. Abstract. Efficacy and safety of Apixaban compared to Warfarin at different levels of INR control for stroke prevention in 18,202 patients with atrial fibrillation in the ARISTOTLE trial. ESC Congress,  28 agosto 2011
  2. Granger CB, Alexander JH, McMurray J, et al. Apixaban versus Warfarin in Patients with Atrial Fibrillation. NEJM  August 28, 2011. DOI: 10.1056/NEJMoa1107039

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