Prevenire l’ipertensione

Scritto il 26 luglio 2011 da Redazione in Per il paziente, Prevenzione

Ipertensione, troppo spesso sottovalutata?

L’ipertensione arteriosa è la principale causa di eventi cardiovascolari come infarto del miocardio, ictus cerebrale e scompenso cardiaco, che in Italia provocano ben 240 mila morti ogni anno. Eppure spesso viene sottovalutata e sottodiagnosticata. I dati più recenti evidenziano che 15-20 milioni di persone in Italia soffrono di ipertensione, ma il 30% di queste non ne è consapevole, tra gli informati, solo la metà si cura in modo adeguato.

Il problema è in primo luogo diagnostico. Infatti tutte le visite mediche alle quali ci sottoponiamo dovrebbero prevedere la misurazione della pressione, un atto semplice e veloce, ma non è così. E magari si scopre di essere ipertesi in modo casuale, con una misurazione fatta in casa.

Poi c’è il problema della gestione della malattia. Si tratta infatti di una patologia di pertinenza specialistica, ma è talmente diffusa che non si può prescindere dall’importante ruolo del medico di medicina generale che deve disporre di linee-guida e di un costante supporto per riconoscerla e trattarla adeguatamente. Infine la compliance, ossia la collaborazione del paziente, non sempre ottimale. Basti pensare che dopo sei mesi il 30 per cento degli ipertesi abbandona la terapia e la quota sale al 50 per cento dopo cinque anni. E non tutti sono disposti a intraprendere alcune opportune modifiche al proprio stile di vita…

Genetica o stile di vita?

L’ipertensione arteriosa origina dall’effetto variamente combinato di fattori genetici ereditari e di fattori ambientali, come stress, stile di vita sedentario, eccessiva introduzione di grassi e sale nell’alimentazione, sovrappeso. Per tale motivo, per prevenire l’ipertensione, si dovrebbero, da un lato, identificare gli individui geneticamente predisposti, dall’altro, correggere i fattori ambientali.

A oggi, sono state già identificate alcune forme di ipertensione arteriosa su base genetica, ma la loro prevalenza è bassissima nella popolazione e non giustifica uno screening genetico esteso. Sappiamo però da molto tempo che i figli di ipertesi hanno maggiore probabilità di sviluppare l’ipertensione rispetto ai figli dei normotesi. Per tale motivo, i figli degli ipertesi noti dovrebbero fare attenzione a mantenere un stile di vita sano e dovrebbero qualche volta misurare la pressione arteriosa per riconoscere precocemente un suo aumento e per prevenire lo sviluppo dei danni a carico degli organi bersaglio dell’ipertensione: arterie, cuore, reni, cervello.

Importante ridurre il sale?

Noi mangiamo molto più sale del necessario. Una dieta ricca di sodio, elemento costituente del sale da cucina, può favorire infatti la comparsa di ipertensione arteriosa, soprattutto nei soggetti “sodio-sensibili”. Non a caso nei Paesi dove si consuma più sodio la prevalenza dell’ipertensione arteriosa è più alta. Al contrario, la riduzione dell’introito di questo elemento al di sotto dei livelli raccomandati può contribuire a ridurre la pressione anche in maniera significativa o a ritardarne l’insorgenza ed è utile anche per chi è affetto da ipertensione lieve.

Un recente studio epidemiologico sul consumo di sale nei maggiori Paesi europei e negli Stati Uniti dimostra che l’Italia è, insieme a Portogallo e Spagna, il Paese che ne fa l’uso maggiore: 10-11 grammi in media al giorno, quando il limite massimo raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità e dall’Inran (Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione) è di appena 6 grammi, a occhio un cucchiaino da caffè.

Non tutti sanno poi che le necessità dell’organismo sono largamente coperte dal contenuto di sodio presente in natura nei cibi, per cui teoricamente non è necessario aggiungere sale agli alimenti che consumiamo. Il fabbisogno di sodio aumenta, invece, soltanto in condizioni di sudorazione estrema e prolungata, come durante un’attività sportiva.

Come fare prevenzione?

La maggior parte dei casi di ipertensione è dovuta ad abitudini di vita non corrette. Fin da giovani è consigliabile, quindi, mantenere la pressione arteriosa a livelli desiderabili e seguire alcune semplici regole di comportamento. La riduzione di grassi e sale nella dieta e l’eliminazione dell’eventuale sovrappeso costituiscono un buon inizio, senza dimenticare l’importanza di abolire il fumo e di svolgere attività fisica.

Anche l’attività fisica è di fondamentale importanza: si tratta infatti di un potente antiipertensivo, soprattutto se effettuata in modo continuo e regolare. Abbandoniamo quindi la pigrizia e iniziamo a muoverci, da subito!

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