Come si cura a partire da un corretto stile di vita

Scritto il 27 luglio 2011 da Redazione in La pressione alta

Come posso modificare il mio stile di vita per ridurre la pressione?

Non è semplice, per il medico, suggerire cambiamenti nelle abitudini di vita dei pazienti. Sarebbe necessario conoscere in maniera approfondita la storia del proprio assistito, la composizione della sua famiglia, i ritmi di lavoro, le preferenze alimentari. Possiamo però considerare che se un paziente smette di fumare, segue determinate indicazioni alimentari – così da tenere sotto controllo il proprio peso – e dedica un po’ del proprio tempo ad un’attività fisica, sicuramente fa del bene alla propria salute. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dedica una sezione delle linee-guida per il trattamento dell’ipertensione arteriosa alle indicazioni di ordine non farmacologico utili, in particolare, per quei pazienti che non presentano fattori di rischio aggiuntivi.

Ne riportiamo qui di seguito alcune:

  • controllare il peso corporeo;
  • contenere il consumo di alcool;
  • evitare il fumo;
  • limitare le condizioni di stress;
  • ridurre l’apporto di sale e l’uso degli alimenti che ne sono ricchi (ad esempio gli insaccati…);
  • contenere il consumo di grassi animali (contengono colesterolo);
  • non abusare di liquirizia;
  • seguire una dieta ricca di magnesio e potassio (cereali, frutta, verdura, agrumi…);
  • esercitare regolarmente un’attività fisica.

Che tipo di attività fisica si consiglia ad una persona che soffre di ipertensione?

La sedentarietà condiziona la nostra salute favorendo il rapido sviluppo di una serie di patologie: ipertensione arteriosa, problemi coronarici, ictus cerebrale, diabete non insulino-dipendente, osteoporosi, cancro al colon. Un’attività fisica svolta regolarmente rappresenta invece un importante fattore di prevenzione delle malattie. È comunque necessario distinguere due possibili tipi di esercizio fisico:

  • l’esercizio isotonico (o aerobico o dinamico) che include le attività muscolari svolte contro un carico moderato;
  • l’esercizio isometrico (o statico o di mantenimento) che include quelle attività in cui i muscoli sviluppano una tensione ma con uno spostamento quasi nullo dell’oggetto sul quale viene applicata la forza muscolare.

Cosa succede alla pressione?

A seconda del tipo di esercizio l’effetto sulla pressione arteriosa è diverso:

  • Nell’esercizio isotonico (camminare, correre, nuotare…) si ha una riduzione delle resistenze periferiche e un incremento del ritorno venoso con un abbassamento della pressione sanguigna.
  • Nell’esercizio isometrico (sollevamento pesi, body building…) si ha un aumento delle resistenze periferiche con un effetto pressorio che può essere pericoloso nell’iperteso.
    Concludendo: nel primo tipo di sforzo si riduce il carico del cuore, nel secondo si ha un incremento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca con un inevitabile maggiore lavoro cardiaco.

Quali gli esercizi suggeriti?

  • Camminare senza affaticarsi
  • Salire le scale
  • Fare giardinaggio
  • Recarsi al lavoro a piedi
  • Fare lavori di casa non particolarmente pesanti
  • Ballare
  • Fare ginnastica

Quali conclusioni dobbiamo trarre, dunque, a proposito di esercizio e ipertensione?

Fare esercizio è molto importante; è di gran lunga preferibile un’attività aerobica come il jogging o l’andare in bicicletta. Anche camminare può comunque servire, ma la continuità e la costanza sono fattori molto importanti. La American Heart Association, una società i cui consigli sono molto ascoltati, dà queste indicazioni: dai 30 ai 60 minuti di attività aerobica tre o quattro volte alla settimana. Altre attività più vigorose come il jogging, il nuoto, la biciclet ta possono servire per mantenere allenati cuore e polmoni.
Riprendendo a far esercizio, iniziate gradualmente e alternate attività e riposo. Interrompete l’attività non appena vi sentite eccessivamente affaticati oppure quando non riuscite a conversare per il respiro troppo affannato. L’esercizio aiuta a rendere il cuore più “forte”, a pompare più sangue con ciascun battito, offrendo all’organismo maggiore quantità di ossigeno. Inoltre, è la via migliore per perdere peso, aiutando a consumare calorie. Qualsiasi attività deciderete di svolgere darà maggiori risultati se si abbinerà ad una riduzione del peso. Non solo: esercizio e peso controllato riducono anche le probabilità di ammalarsi di diabete.

Esiste una dieta che può proteggere dall’ipertensione?

È importante salare poco i cibi.Un normale regime alimentare prevede l’assunzione di 4-5 g di sale al giorno. Tale consumo dovrebbe essere ridotto a non più di 2-2,5 g. Vigilare sul sale significa anche prestare attenzione a tutti quei cibi confezionati che lo contengono. Abituarsi a mangiare meno salato potrà essere più facile se impariamo ad usare aromi alternativi consentiti (origano, basilico, prezzemolo, noce moscata, maggiorana, cipolla, peperoncino ed altro) per condire, e aceto o limone per marinare o conservare le nostre pietanze. È bene considerare che quanto più si mangia salato tanto più il nostro gusto chiede sale: una graduale riduzione potrà dunque essere più accettabile e riabituare ad un gusto meno sapido. Del resto, l’uso eccessivo del sale è un’eredità del passato, quando il sale serviva per conservare gli alimenti. Oggi è possibile riscoprire sapori e gusti “coperti” dal sale a vantaggio della nostra salute. Inoltre gli alimenti vegetali hanno un ruolo importante nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, in quanto garantiscono un adeguato apporto di fibre che aiuta a mantenere basso il livello di colesterolo nel sangue. Al contrario, il consumo di grassi saturi e carni rosse aumenta l’incidenza di disturbi di cuore.

Tra i cibi più adatti ad una dieta povera di sale

  • Pane senza sale (sciocco o sciapo)
  • Latte scremato, yogurt
  • Formaggi freschi (ricotta)
  • Carni bianche, pesce
  • Ortaggi
  • Frutta fresca

Gli alimenti sconsigliati

  • Tonno o altro pesce conservato (alici, aringhe, ecc.)
  • Prosciutto crudo, salame e insaccati
  • Formaggi stagionati a pasta dura e molle (gorgonzola)
  • Salse (maionese, senape, ketchup) e burro salato
  • Patatine fritte
  • Biscotti, merendine confezionate, cornflakes
  • Dadi da brodo

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