Aterectomia

Scritto il 25 luglio 2011 da Redazione in Per il paziente, I miei esami

Si tratta di un’alternativa all’intervento precedente. Sì perché nonostante tutti gli sforzi fatti per migliorare i cateteri e le tecnologie dell’angioplastica con palloncino, c’è ancora un certo numero di casi in cui il chirurgo dilata e l’arteria si restringe. Per questo sono state introdotte nuove tecniche e siccome il bersaglio è sempre la strozzatura, la placca di aterosclerosi un’alternativa possibile è l’asportazione, la distruzione della placca, intervento chiamato aterectomia. Sono usate varie tecniche.

Nella cosiddetta aterectomia rotazionale un dispositivo frammenta la placca in pezzetti così minuscoli da poter attraversare i capillari senza problemi, dove però fanno una brutta fine perché sono mangiati da cellule del sangue che mangiano di tutto, i fagociti. Sul piano tecnico l’intervento dev’essere uno spettacolo. Il dispositivo tagliente somiglia a una fresa, a un “Black-Decker” (per modo di dire…) con la punta per grattare. La punta ruota a 150.000-190.000 giri al minuto e corrode perché è ricoperta da centinaia di piccoli cristalli che ad ogni giro rimuovono piccole particelle di placca dall’arteria. La rimozione ad altissima velocità di produce una superficie liscia.

Un’alternativa è usare un catetere con due parti. Una composto da due lame di acciaio che tagliano il tessuto ateromatoso e l’altra che aspira. Il catetere è collegato ad un motore esterno che fa ruotare le lame a 750 giri/mia. Contemporaneamente il lume interno è collegato ad un sistema a vuoto che aspira.

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