Angioplastica percutanea transluminale (o Ptca)

Scritto il 25 luglio 2011 da Redazione in Per il paziente, I miei esami

Un palloncino nelle arterie: ci credereste? No? Eppure si tratta di questo? State a sentire. Il problema è quello delle strozzature nelle arterie dovute ad aterosclerosi-trombosi.

Tra le tante possibilità a qualcuno è venuto in mente di usare la maniera forte, sì, insomma di allargare l’arteria spingendo sulle pareti. E la cosa sembra avere un certo successo.

Forse troppo. La tecnica si è affinata nel corso degli anni ed attualmente ha superato gli interventi di bypass per numero d’interventi effettuati ogni anno, con differenze da uno Stato all’altro. Mentre negli Stati Uniti, per ogni milione di persone sono effettuati 1000 interventi di angioplastica, in Europa ne sono praticati meno di 400.

Anche se il progresso tecnologico rinnova in pratica ogni 6-12 mesi la strumentazione, prevede essenzialmente 2 elementi, un catetere guida e un catetere dilatatore a palloncino riempito con mezzo di contrasto.

Il catetere guida serve a tre cose, da guida appunto, cioè per arrivare sino al punto della coronaria dove si vuole intervenire, per “spruzzare” la sostanza di contrasto nell’arteria coronaria per far vedere bene la zona che interessa, il punto della strozzatura e per fornire un supporto al catetere dilatatore posto in corrispondenza della stenosi. Il catetere dilatatore ha all’estremità libera, quella che viene infilata, un palloncino gonfiabile che una volta dilatato spinge e dilata l’arteria.

In considerazione del fatto che la Ptca costa meno della metà di quello di un intervento di bypass, che è più semplice e breve e che fa accorciare i tempi di degenza e di convalescenza. sembrerebbero esserci i presupposti per un cospicuo risparmio, di spese e di tempi. L’inconveniente maggiore dell’intervento è che dopo un po’ di tempo la strozzatura tende a riformarsi. Di sicuro le persone con malattie di cuore non sono tutte candidate alla Ptca. Se la strozzatura è spinta, meglio evitare, come pure se ci sono parecchie strozzature lungo l’arteria: perché rischiare su un punto se poco più in là ce ne è un altro che potrebbe rendere vano tutto?

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