Angiografia coronarica

Scritto il 25 luglio 2011 da Redazione in Per il paziente, I miei esami

L’idea è sempre quella: dato che non riesce a vedere un tubo, ma nel senso vero di tubo – in questo caso un’arteria coronaria – si spruzza nel tubo una sostanza visibile ai raggi X delle radiografie (si chiamano sostanze radiopache o di contrasto). Sembra una magia: diventa visibile l’invisibile.
Se questo è fatto per far vedere le arterie del cuore, si parla di angiografia coronaria.

Con tecniche di alta qualità, si riesce a vedere arterie larghe 1 mm.

In caso di malattie di cuore come angina e infarto, l’esame permette di vedere delle zone di restringimenti o anche la chiusura completa di un’arteria. In genere i cardiologi pensano che il restringimento od ostruzione sono significativi quando il diametro del lume è ridotto più del 70%.
È poco probabile che ostruzioni di grado minore comportino ischemia, a meno che non vi si sovrappongano spasmo o trombosi.

L’esame si fa mediante l’inserimento di un tubicino in un’altra arteria e facendolo scivolare su fino alle coronarie.

L’angiografia a sottrazione digitale è usata per arterie non in movimento e per la cineangiografia delle cavità.


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