Un blocco che riduce rischio e pressione

Scritto il 21 marzo 2011 da Redazione in Dai congressi e dalle riviste, Interviste

A confronto Enrico Agabiti Rosei, Direttore scientifico della rivista Ipertensione e prevenzione cardiovascolare, e Alberto Morganti, Presidente della Società italiana di ipertensione arteriosa.

Il blocco farmacologico del sistema renina-angiotensina-aldosterone (SRAA) continua a destare molto interesse come bersaglio di farmaci assai utili per ridurre la pressione arteriosa e il rischio cardiovascolare. Di recente è divenuta disponibile per uso clinico una nuova molecola che ha un peculiare meccanismo d’azione rappresentato dall’inibizione diretta dell’attività enzimatica della renina. Rispetto ai tradizionali bloccanti si tratta di un blocco upstream, cioè all’inizio della cascata di tutto il sistema e che quindi dovrebbe garantire un blocco ancora più efficace e più completo del sistema rispetto agli altri antagonisti attualmente disponibili.

La rivista della Società italiana di ipertensione arteriosa (SIIA) Ipertensione e prevenzione cardiovascolare dedica un forum al blocco del SRAA. Il blocco del SRAA ha effetti protettivi sugli organi, in particolare nefroprotettori, oltre a quelli osservati con altri antipertensivi, come i beta-bloccanti, i calcioantagonisti e i tiazidici. Questo è sempre vero e per tutte le categorie dei pazienti? In un bilancio tra potenziali benefici e potenziali rischi degli antagonisti dell’angiotensina II, meglio mantenersi sui bassi dosaggi o iniziare il trattamento ad alti dosaggi nei pazienti ipertesi soprattutto quelli ad alto rischio cardiovascolare?

Fonte
www.ipertensione-prevenzione.it

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