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Scritto il 19 gennaio 2009 da Redazione in Glossario

Capillare

Primo, uno dei tanti tesori nascosti del corpo. Nascosti e misconosciuti. Se li mettessimo in fila l’uno dietro arriveremmo a 96 mila chilometri. Se li aprissimo come un foglio arriveremmo a una superficie di 5 mila metri quadri.
Secondo, uno dei nostri errori più comuni. I cosiddetti “capillari” che ci fanno correre dall’estetista non sono capillari, ma piccole vene dilatate. I capillari sono sì allungati come un capello – capillare significa simile a un capello – ma molto più sottili: il loro diametro è di circa dieci millesimi di millimetro.
Terzo, vediamoci chiaro. I capillari sono i condotti microscopici che il sangue attraversa dopo aver lasciato l’arterie e prima di raggiungere le vene. La loro straordinaria importanza è che rappresentano l’unica zona del sistema circolatorio dove sangue e tessuti scambiano sostanze utili (ossigeno, glucosio e acqua) e rifiuti perché le pareti dei capillari sono permeabili. Anche le cellule del sangue, per esempio i globuli bianchi, arrivano dal sangue nei tessuti all’altezza dei capillari.
Tra l’altro, i capillari hanno un meccanismo di controllo col quale ricevono o meno sangue secondo le necessità del momento. Per esempio, durante una corsa, la maggior parte dei capillari dei muscoli delle gambe è aperta, mentre a riposo molti sono chiusi. L’apertura e la chiusura dei capillari della pelle hanno un ruolo importante nel controllare la temperatura perché i capillari sono superficiali. Ecco perché quando avete caldo e il corpo deve perdere calore diventate rossi: i capillari sono tutti pieni di sangue. Ed ecco perché se fa freddo diventate pallidi: il corpo risparmia calore, elimina le perdite e chiude le finestre, cioè chiude gran parte dei capillari della pelle.

Cardiologia

Problemi di cuore? No problem, c’è una scienza tutta per voi. La cardiologia studia come rimettere a posto i cuori monelli. Quelli che non battono bene perché non rispettano i tempi, quelli che battono male perché battono fiacca o anche quelli martellati da altre malattie e deformati e malfunzionanti. Il più delle volte il cardiologo sente la persona malata e pensa ai tre disturbatori più tenaci: aterosclerosi, trombosi e ipertensione. Pensa a loro e subito dopo pensa che se le persone non avessero fumato, se non avessero avuto una vita stressante, se avessero mangiato meno e meglio, se si fossero scelti genitori diversi e sani tutto quello non sarebbe successo, probabilmente. Grazie, dite voi. Prego, diciamo noi. Il fatto è che molti disturbi cardiaci rappresentano gli effetti diversi e perversi di una-due malattie. Qualche esempio? Scompenso cardiaco, infarto, angina, ipertensione, aritmie, malattie valvolari: apparentemente non hanno nulla a che fare l’una con l’altra. Eppure nella gran parte dei casi vengono fuori da aterosclerosi e trombosi delle coronarie. Non ve ne importa niente? Volete sapere di cosa si occupa il cardiologo? Obbedisco. La cardiologia si occupa di:
aritmie, malattie del ritmo e della frequenza del cuore
coronaropatie, malattie che ostacolano la circolazione nelle coronarie miocardiopatie, malattie che hanno danneggiato il miocardio, il muscolo speciale del cuore valvulopatie, malattie delle valvole cardiache che disturbano il funzionamento della pompa malformazioni congenite (o cardiopatie congenite) dovute alla natura matrigna in qualche caso, interessano il cuore e i vasi sanguigni più grandi che nascono da esso, per esempio l’aorta.
Lo studio del cuore in condizioni di salute e di malattia rappresenta una parte importante del lavoro quotidiano dei medici di famiglia che sanno affrontare persone con malattie cardiache comuni come angina, infarto o ipertensione. Per indagini e cure più specialistiche, nel caso, si chiede l’aiuto del cardiologo, lo specialista in cardiologia.

Cardiomegalia

“Ha un cuore grande così”: per noi è un complimento, per il medico no. Se la persona ha un cuore ingrandito – ecco il significato di cardiomegalia – questo significa che ha avuto problemi e si è ingrandito, per risolverli nel migliore dei casi, per conseguenza nel peggiore. Sì, perché ci sono due possibilità.
In caso di ipertrofia, cioè di ispessimento del muscolo cardiaco, il cuore aumenta di volume perché i mattoni che lo compongono – le cellule del miocardio – sono diventate più grandi proprio come fanno i muscoli dei sollevatori di pesi. La differenza piccola, ma decisiva, è che mentre è il sollevatore a decidere di farsi bello, se il cuore s’ingrandisce è solo perché c’è un problema da risolvere. Per esempio, la pressione della persona è salita e il cuore deve pompare il sangue contro una resistenza maggiore, oppure la valvola di uscita si è ristretta e il cuore deve pompare con maggior forza, come nel caso precedente.
In caso di dilatazione del cuore il problema è un gradino più serio. La valvola di chiusura non chiude più bene e una volta che il cuore ha pompato, un po’ di sangue torna indietro. Per esempio, nell’insufficienza aortica, la chiusura incompleta della valvola aortica permette al sangue di tornare nel ventricolo sinistro e a lungo andare questo fa ingrossare il cuore. Anche alcune malattie del miocardio possono portare alla dilatazione e allo sfiancamento di una cavità cardiaca. I tutti i casi i sintomi d’ingrossamento del cuore compaiono solo quando viene raggiunto un punto critico, in cui un ulteriore carico (per esempio, ipertensione, esercizio fisico o infezione) può ridurre l’efficienza dell’azione di pompa del cuore. E allora si possono far vivi tosse, affanno e gonfiore delle gambe e delle mani.

Circolazione del sangue

Il sangue sta sempre in giro, circola. Non fa shopping però, semmai scambi. Prende ossigeno nei polmoni e lo cede nei tessuti, prende anidride carbonica nei tessuti, la cede nei polmoni. Non solo. Distribuisce di tutto e di più, raccoglie altrettanto.
Tutto questo è possibile perché c’è una pompa (il cuore) e un sistema di tubi: quelli che vanno dal cuore alla periferia (le arterie), quelli che fanno il percorso inverso (le vene) e, infine, quelli che stanno in mezzo per definizione (i capillari). Così, il sangue carico di anidride carbonica arriva all’atrio destro e questo contraendosi lo spinge verso il ventricolo sottostante da dove una seconda contrazione lo spinge fino ai polmoni dove avviene lo scambio anidride carbonica-ossigeno. Il sangue ricco di ossigeno torna a quel punto verso il cuore, nell’atrio sinistro dove la contrazione lo spinge prima nel ventricolo sinistro e poi da qui verso nell’aorta, l’arteria più grande del corpo.
Il sistema circolatorio umano ha due settori fondamentali: la circolazione polmonare, che porta il sangue dal cuore ai polmoni e poi di nuovo al cuore, e la circolazione sistemica che fa girare il sangue dal cuore ai vari organi e poi di nuovo al cuore. La prima assicura il ricambio di gas nei polmoni, dove il sangue elimina anidride carbonica e si arricchisce di ossigeno, mentre la circolazione sistemica serve a distribuire sostanze utili e al recupero di sostanze di scarto nei vari organi.
La circolazione del sangue nell’uomo fu dimostrata per la prima volta da William Harvey (1578-1657), un medico inglese. Harvey legò un laccio al disopra del gomito e vide formarsi rigonfiamenti nella posizione delle valvole situate nelle vene dell’avambraccio. Quando premette il dito su una vena e fece defluire il sangue al disopra di quel punto, osservò che la vena rimaneva vuota. (Provare per credere) Mediante questo e altri esperimenti dedusse che il sangue fluisce lungo le vene verso il cuore. Harvey pensò che il sangue dovesse arrivare alle estremità attraverso le arterie e passare in qualche modo nelle vene, ma toccò all’anatomico italiano Marcello Malpighi scoprire i capillari 33 anni dopo.

Colesterolo

“Colesterolo: se lo conosci lo eviti” questo pensano molti. Errore! “Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo” diciamo noi. Perché? Ma perché è un grasso straordinariamente flessibile, dal quale il Lego chimico delle cellule costruisce di tutto: ormoni sessuali, ormoni che controllano la pressione, componenti delle cellule, grassi di deposito, la bile che fa digerire i grassi, persino navette chimiche che portano i grassi in giro nel sangue.
Volete evitare che aumenti? Allora mangiate poco, ma poco di tutto, non pochi grassi. Il colesterolo del sangue è in gran parte fabbricato ex-novo dal fegato a partire da altre sostanze e in parte minima viene dagli alimenti. Non c’è un rapporto diretto tra il colesterolo degli alimenti e quello del sangue. Volete una conferma da record? Bene, sentite questa. Qualche anno fa è stato beccato negli Usa un anziano andato di testa che per 10-12 anni si era ostinato a mangiare in media 27 uova al giorno, con punte di 32-33. Dato che in un uovo c’è la quantità di colesterolo di cui abbiamo bisogno nell’arco della giornata ci si sarebbe potuti aspettare che il colesterolo del signore fosse alle stelle. E invece no: la sua concentrazione era invidiabile.
Altra questione: colesterolo buono e cattivo? Che differenza c’è? Curiosoni! La risposta andate a leggerla alla voce Lipoproteine..

Coronarie

Sono le arterie – coronaria destra e sinistra che distribuiscono il sangue al cuore.

Coronaropatia

Uno dei termini che indica le cardiopatie ischemiche.

Cardiopatia coronarica

Uno dei termini che indica le cardiopatie ischemiche.

Cardiopatia ischemica

Parliamo di malattie (-patia) di cuore (cardio-) dovute a mancanza di sangue (ischemica) come l’infarto o l’angina pectoris. Ecco di che si tratta in otto punti

  1. sono molto comuni nei paesi industrializzati e la principale causa di morte.
  2. sono croniche e curabili, ma non guaribili: l’attacco di angina passa, le sue cause restano
  3. riducono il rendimento del cuore perché fanno arrivare meno sangue
  4. vanno avanti per anni e per molto tempo senza il minimo segno: una strozzatura dovuta ad aterosclerosi può restare muta per decenni
  5. le cause prossime sono aterosclerosi e trombosi: la prima stringe, la seconda chiude
  6. le cause remote sono i responsabili dell’aterosclerosi e della trombosi (ereditarietà, fumo, alimentazione ipercalorica e troppo ricca di grassi e di calorie).
  7. angina e infarto possono disturbare il sistema di conduzione elettrica del cuore: risultato aritmie come, per esempio, extrasistoli, tachicardia e fibrillazione ventricolare.
  8. l’importanza della personalità, del comportamento e dello stress è ancora discussa. Alcuni sono del parere che gli attacchi cardiaci siano più frequenti nelle persone d’azione, quelle che hanno sempre fretta, misurano il tempo, sono impazienti in caso di ritardo. Secondo altri, le vittime più frequenti della cardiopatia ischemica sono le persone tendenzialmente depresse. Comunque stiano le cose, i raccolti sinora indicano che si tratta di una variabile molto meno importante di altri fattori di rischio, in particolare del fumo.

Chemocettori

Sensori sensibili alla composizione chimica del sangue, in particolare alla concentrazione di anidride carbonica e per questo sono chiamati chemocettori.

Cuore

Qualsiasi imprenditore vorrebbe avere lavoratori del genere: il cuore non si riposa mai e lavora come un negro (anche se quello dei negri e dei bianchi lavora allo stesso modo). A una frequenza media di 75 battiti al minuto per 75 anni di vita il cuore batte circa 3 miliardi di volte. Ad ogni battito il cuore a riposo pompa circa 1/4 di tazza di sangue verso i polmoni (l’arteria polmonare) e uno stesso quantitativo verso il corpo, (l’aorta). Dopo 75 anni il cuore ha pompato circa 1500 milioni di litri di sangue, che è un quantitativo che riempirebbe un lago lungo 1500 metri, largo 1000 e profondo un metro.
Un capolavoro d’ingegneria? dite voi. Beh sì. All’interno quattro cavità, due superiori (gli atrii) e due inferiori (i ventricoli) unite una a una (un atrio con ventricolo), ciascuna munita di valvole proprie. Le cavità e le valvole sono disposte in modo da formare due pompe, ciascuna costituita da due cavità e due valvole. Ogni volta che il cuore batte, la metà destra del cuore pompa verso i polmoni, quella sinistra verso il corpo. La prima spedisce il sangue ad ossigenarsi, la seconda riceve e spedisce il sangue ossigenato a ossigenare il corpo.
Tutto sotto controllo, naturalmente. Ma per sapere come dovete andare a leggere Battito cardiaco.
PS: ma ve lo ha mai detto nessuno che il cuore funziona anche come una ghiandola endocrina, come la tiroide per esempio? Beh è così. La sua parte alta produce un ormone che regola la quantità di sodio nel sangue, l’ormone natriuretico atriale. Sì, il nome è terribile, ma il senso è che favorisce la perdita di sodio con l’urina, se ce n’è troppo naturalmente. La quantità di sodio nel corpo ha due registi, uno che spinge per tenerlo (l’ormone aldosterone), l’altro che preme per perderlo, il fattore natriuretico.

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